Il racconto di Martina: “Non riesco a trovare una stanza a Roma, prezzi assurdi e truffe”

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“Molti ti prendono in giro, online ci sono vere e proprie truffe, è sciacallaggio. Più una persona è in condizioni di disagio e più se ne approfittano”, ha raccontato Martina, una studentessa di Rieti, ai microfoni di Fanpage.it.

Truffe, alloggi fatiscenti, prezzi assurdi, poca offerta se confrontata alla domanda. Per gli studenti trovare una stanza a Roma è spesso un'impresa impossibile. A niente sembrano essere servite le proteste della scorsa primavera, perché nella Capitale il prezzo di una camera continua ad aumentare e gli annunci affidabili sono davvero pochi.

Martina è una studentessa di Rieti. Per arrivare a Roma deve prendere un bus e viaggiare per oltre due ore, oppure un treno da cambiare a Terni. Insomma, per lei sarebbe molto più facile vivere nella Capitale mentre è impegnata all'università. Ma la ricerca di una stanza a un prezzo accettabile si è rivelata davvero complicata.

"La domanda è tantissima, l'offerta è poca e le case sono fatiscenti. Ho visto parecchi annunci, le camere vanno da 500 euro in su", racconta la studentessa ai microfoni di Fanpage.it. "Ho contattato gli autori di 150/200 annunci, mi hanno risposto in 50, e tra il prendere appuntamento e poi vedere effettivamente la stanza, avrò visto una ventina di case, assolutamente non buone, stanze piccole, bagni e servizi che lasciamo stare, senza balcone, mobili che scricchiolano e intonaco che cade dai muri. Mi sono mossa per tempo, ma niente".

E in più c'è il problema delle truffe. Racconta ancora Martina: "Molti ti prendono in giro, online ci sono vere e proprie truffe, è sciacallaggio. Più una persona è in condizioni di disagio e più se ne approfittano. Leggi annunci di case bellissime a un prezzo ragionevole, li contattavamo su Whatsapp (al telefono non rispondeva) e ci hanno detto che, nonostante fossimo stati tra i primi a rispondere, c'era già un grande numero di richieste e per fare una scrematura e non fare vedere casa a tutti dovevamo inviare foto di documenti, buste paga dei genitori, tessera sanitaria, altri dati sensibili… Abbiamo deciso che ne valeva la pena e abbiamo accettato. Ma questa persona non ci ha più risposto e ci ha bloccato ovunque. Gradirei una risposta dalle istituzioni, anche perché si tratta anche della Capitale… Nessuno dice niente e nessuno si preoccupa di questa situazione".

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