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Il pasticcio della stazione Pigneto: non aprirà per il Giubileo e il progetto è un disastro

La gara d’appalto per i lavori della nuova stazione al Pigneto è andata deserta e ora c’è la possibilità di rivedere il progetto: Metrovia chiede la doppia banchina e il tunnel treni-metro entro la prima fase dei lavori. Si muove anche la politica: D’Amato presenta un’interrogazione al Consiglio regionale, De Gregorio (Azione) chiede l’accesso agli atti in Campidoglio.
A cura di Simone Matteis
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Un progetto alternativo della stazione Pigneto secondo gli esperti di Metrovia
Un progetto alternativo della stazione Pigneto secondo gli esperti di Metrovia

La stazione del Pigneto rischia di non aprire in tempo per il Giubileo 2025. Ma potrebbe non essere una notizia del tutto negativa. Dopo che la gara d'appalto per il progetto dello snodo ferroviario al Pigneto è andata deserta, come nel più classico "lascia o raddoppia", il nuovo bando di gara per l'assegnazione dei lavori potrebbe mantenere invariato il disegno del nodo di connessione tra ferrovie, metropolitana e rete tranviaria, oppure consentire di rivedere il progetto ampliandone la portata e accelerando i tempi di realizzazione.

Il progetto originale prevedeva la conclusione di una prima parte dei lavori per il Giubileo 2025. Una scadenza che adesso, però, è fortemente a rischio, visto l'esito della gara: su questo si è mossa anche la politica, con il consigliere regionale Alessio D'Amato che proprio ieri ha presentato un'interrogazione in Consiglio per valutare l'effettiva posizione della Regione Lazio sul progetto dello scalo del Pigneto e con il gruppo di Azione al Campidoglio, rappresentato da Flavia De Gregorio, che ha presentato richiesta formale di accesso agli atti.

Giubileo 2025, obiettivo sfumato?

Il progetto, finanziato con circa 100 milioni di euro tra Pnrr e altri fondi nazionali, si pone come obiettivo quello di incrementare gli interscambi tra la metropolitana e i treni circolanti tra Roma Tuscolana e Roma Tiburtina entro il 2027, con i primi interventi da concludere già per l'inizio del 2025, anno del Giubileo: prevista la realizzazione di due nuove fermate a Pigneto e Mandrione, utili a consentire gli scambi tra le linee regionali Orte-Roma-Fiumicino Aeroporto (FL1), Roma-Viterbo (FL3), Roma-Castelli (FL4), Roma-Cassino (FL6) e, non ultima, la linea C della metropolitana di Roma. Secondo le tempistiche originali, una prima fase del progetto sarebbe dovuta essere completata entro gennaio 2025, in modo da consentire l'attivazione della fermata del Pigneto per il Giubileo assieme a un collegamento di superficie con la metro C, in attesa della realizzazione di un tunnel sotterraneo da realizzare entro il 2027, termine previsto per la seconda e ultima fase dei lavori.

Tempistiche forse eccessivamente risicate che, verosimilmente, potrebbero aver scoraggiato più di qualcuno a presentarsi alla gara d'appalto nonostante i quasi 100 milioni di euro messi sul tavolo. Niente da fare: complice la gara andata deserta, i target del 2025 e del 2027 rischiano di venire seriamente disattesi. Chi vede in questi ritardi un'occasione positiva sono i tecnici di Metrovia, un gruppo di esperti nel campo dell'architettura e dell'urban design che hanno ideato un progetto di riorganizzazione dei trasporti capitolini in grado di migliorare sensibilmente la condizione di residenti, turisti e pendolari e, allo stesso tempo, di rendere Roma al pari dei competitor nazionali e internazionali, come Milano, Parigi e Barcellona.

L'importanza strategica dello scalo al Pigneto secondo Metrovia

Tra loro l'architetto Paolo Arsena, volto principale di Metrovia, che ai microfoni di Fanpage.it fa il punto sullo snodo del Pigneto, definita una stazione dimezzata: "Con la gara d'appalto andata deserta si perderanno almeno altri sei mesi per indirne un'altra e l'obiettivo di rendere la stazione funzionante entro il 2025, anno del Giubileo, credo sia veramente sfumato".

L'importanza dello snodo, continua Arsena, non viene valorizzato però dall'attuale progetto, definito dall'architetto "assolutamente deludente perché mortifica le potenzialità di connessione". Due i punti nevralgici criticati da Metrovia: secondo quanto previsto, soltanto una delle due linee ferroviarie che già oggi passano nel vallo del Pigneto saranno dotate di banchine, necessarie a consentire la salita e la discesa ai passeggeri rendendola una vera e propria "fermata".

Vero è che, al momento, la linea su cui non è prevista la creazione di banchine è utilizzata principalmente per il trasporto delle merci, ma anche su questo Arsena controbatte: "Chi ha detto che in futuro non possa avvenire un riassetto del sistema ferroviario? Del resto, il Pums – Piano urbano della mobilità sostenibile di Roma Capitale – serve a questo: una stazione dimezzata come da progetto Rfi non è nell'interesse della città, sono necessarie delle interconnessioni".

Oltre alle banchine, esiste poi un secondo grave problema secondo la visione di Arsena, ovvero l'assenza di un collegamento guidato e diretto, realizzato sotto terra, tra i binari ferroviari e quelli della linea C della metropolitana. Per intenderci, l'obiettivo è realizzare un interscambio facilmente fruibile dai passeggeri che consenta il trasbordo in maniera agevole dai treni alle metro, un po' come avviene già nei tunnel di Tiburtina e nell'interscambio tra le linee A e B della metropolitana a Termini.

"A Roma è difficile capire se i tempi verranno rispettati, siamo abituati ai ritardi ma se le cose non si fanno subito, il rischio è che non si facciano più": secondo l'architetto la priorità è riuscire a "portare a casa subito le cose importanti per la città, cioè quelle che impattano la mobilità", ribadendo ancora una volta l'importanza strategica del nodo del Pigneto. "Il tratto della linea A San Giovanni – Termini è saturo, dovendo accogliere anche tutto il traffico in arrivo dalla metro C nelle ore di punta siamo vicini al collasso. Per questo, la stazione del Pigneto favorirebbe un alleggerimento della linea perché così facendo i passeggeri in arrivo da Tiburtina e diretti alla metro C, e viceversa, avrebbero una linea di collegamento ferroviaria diretta che gli consentirebbe di evitare il passaggio da Termini, decongestionando la tratta".

Un disegno che, per avere un reale impatto sulla mobilità di Roma e dell'intera regione Lazio, necessita di queste migliorie, banchine e collegamento treni-metro, in tempi utili a non dover poi intervenire di nuovo in futuro, con nuovi disagi per i cittadini e un'infrastruttura che prenda il via non nel pieno della sua funzionalità: "La corsa a dover per forza fare tutto entro il 2025 per avere poi una stazione a metà che ci troviamo sul groppone per il futuro è un problema: il vallo del Pigneto va allargato oggi per non doverlo fare in futuro, con evidenti disagi. Approfittiamo della dilatazione dei tempi per inserire nel progetto il tunnel di collegamento già nella prima fase del progetto e la costruzione della seconda banchina, così da riuscire a contribuire realmente all'alleggerimento del resto della linea".

Stazione Pigneto, Azione presenta un'interrogazione in Regione

"L'obiettivo di realizzare la prima grande opera su ferro per il Giubileo 2025 sembra fallire. Quello attuale è un progetto a metà, bisogna fare le cose in modo veloce ma farle bene, evitando di doverci rimettere le mani in futuro": proprio ieri, martedì 26 settembre, il Consigliere della Regione Lazio e responsabile Welfare della Segreteria nazionale di Azione, Alessio D'Amato, ha presentato un'interrogazione in Consiglio regionale per chiedere al Presidente Rocca e all'Assessore ai trasporti Ghera delucidazioni in merito allo stato del progetto.

Al centro dell'interrogazione presentata da D'Amato, la volontà della Regione di dotare la nuova stazione del Pigneto della doppia banchina e di procedere alla realizzazione del tunnel di collegamento con la metropolitana già nella prima fase dei lavori, facendo leva sul principio secondo il quale risulti più conveniente e utile alla cittadinanza un'opera che risulti realmente efficace fin dalla prima inaugurazione, senza necessità di intervenire nuovamente in futuro. L'obiettivo, dunque, è che lo scalo al Pigneto possa rappresentare un punto di partenza per nuovi progetti di mobilità, su tutti una Circle Line veramente funzionale nell'ambito del servizio urbano.

De Gregorio (Azione): chiesto ufficialmente l'accesso agli atti

Meglio attendere per avere un progetto funzionale, anziché affrettare i tempi e dare alla luce una stazione non in linea con le reali esigenze dei cittadini. È questo, in estrema sintesi, il pensiero che ha spinto il gruppo di Azione al Campidoglio a procedere formalmente con una richiesta di accesso agli atti per provare a capire le motivazioni che hanno portato la gara a non vedere partecipanti.

Flavia De Gregorio, capogruppo e consigliere di Azione al Comune di Roma, punta il dito contro l'Amministrazione, sostenendo ai nostri microfoni come "i progetti non debbano essere fatti solo per tagliare un nastro ma devono essere funzionali all'effettivo beneficio dei cittadini". Il relazione ai lavori al Pigneto, De Gregorio sposa in pieno le osservazioni tecniche avanzate da Metrovia e parte dall'assunto la gara andata deserta possa rappresentare "una grande possibilità per modificare il progetto, mettendo mano alle criticità evidenti in modo da realizzare un'opera che sia realmente strategica per il futuro della mobilità cittadina".

Secondo De Gregorio, la parola chiave è progettazione: "I cittadini aspettano una stazione migliore ma nel frattempo la stazione non c'è. Bisognava progettarla in anticipo, è da anni che si aspetta questo snodo fondamentale: ora è il tempo di spiegare con precisione tempistiche e slittamenti e, soprattutto, dare certezze rispettando i cronoprogrammi".

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