“Il fiume ha sommerso tutto”: le testimonianze dei negozianti colpiti dall’esondazione dell’Aniene a Roma

Dopo 48 ore di pioggia, il fiume Aniene è esondato nel quadrante est di Roma. Fanpage.it ha raccolto le testimonianze di chi ha vissuto l’emergenza tra strade sommerse, attività ferme e danni a mezzi e parcheggi.
A cura di Gabriel Bernard
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Quarantotto ore di pioggia incessante hanno ingrossato il fiume Tevere e l’Aniene. Quest’ultimo ha raggiunto un picco di 7 metri d’altezza e nel pomeriggio di oggi, martedì 6 gennaio, l’acqua si è riversata nelle strade del quadrante est della capitale.

L’acqua ci arrivava alle ginocchia, i furgoni nel parcheggio sono rimasti sommersi”. A parlare a Fanpage.it è Lorenzo Lenci, il proprietario del Panificio Romano, un forno industriale su via Tivoli, nella zona di Tor Cervara. A pochi metri di distanza c’è il fiume Aniene. Dietro la sua attività, invece, il fosso di Pratolungo, un piccolo affluente che nelle ultime ore è cresciuto fino a inondare tutta l’area circostante.

Con la quantità d’acqua arrivata oggi gli affluenti non sono riusciti a scaricare nel fiume, così invece che scorrere nella giusta direzione è tornato indietro tutto, allagando le strade”, ha spiegato a Fanpage.it Gualtiero Filippi mentre è intento a rimuove le barriere frangiflutti. Filippi è tra i membri della protezione civile che oggi hanno lavorato costantemente per fronteggiare i danni causati dal maltempo. “Le avevamo posizionate per cercare di deviare l’acqua e di evitare che venisse inondata anche la Tiburtina”.

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Intanto Emanuele Risi, responsabile del panificio, cammina nel parcheggio che ora sembra una piscina. È preoccupato: il gas e la corrente sono stati staccati per una questione di sicurezza. “Domani è quasi certo che non riusciremo a lavorare, abbiamo dovuto dire ai nostri clienti che la situazione qui è questa. Siamo riusciti a salvare gli interni mettendo dei sacchi di farina contro la porta, hanno fermato l’acqua. Però i furgoni pieni d’acqua e le strade sono bloccate, non c’è modo di fare le consegne”.

La stessa sorte è toccata ai loro vicini. L’Argotech è un’azienda di attrezzature antincendio, Stefano Fantucci lavora lì e ora si aggira tra i tanti furgoni bianchi e gli estintori sotto l’acqua. “Era tutto sommerso", ha concluso Fantucci a Fanpage.it. "Oggi ha piovuto tantissimo, non so se è stata aperta la diga di Tivoli, ma si è riversato tutto qui e ci siamo ritrovati il parcheggio allagato. Non so quale sia la situazione dentro, non abbiamo ancora avuto modo di verificare”.

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