Il curriculum criminale del Brasiliano, alla ricerca di visibilità con la candidatura a sindaco di Roma

Ha detto di fare sul serio riguardo alla sua candidatura a sindaco di Roma, e sui suoi social Massimiliano Minnocci, influencer ed ex ultras conosciuto come "Il Brasiliano", continua con la sua campagna elettorale a colpi di intelligenza artificiale. In abito e cappotto passeggia per i luoghi più simbolici della Capitale mettendo una mano sulla spalla e confortando "giovani e meno giovani" che si sentono inascoltati. Ha pronto il simbolo e, dice, la squadra che lo dovrebbe aiutare nella sua impresa. Sostiene anche di essere cambiato e di non essere ormai distante dal suo lungo passato criminale. Un passato che, però, continua a raccontare in tv e radio nazionali con umorismo ma anche punte di entusiasmo e orgoglio.
Il passato del Brasiliano fra curva e spaccio
Un tempo leader del gruppo Boys della Curva Sud della Roma, il Brasiliano è diventato un personaggio noto da una decina d'anni, quando alcune trasmissioni televisive notano il suo potenziale di notiziabilità. Davanti a microfoni e telecamere non si trattiene, questo piace. Porta scandalo e, quindi, ascolti. Sembra essersi pentito di quando mostrava con orgoglio i tatuaggi di svastiche e faccioni di Hitler e Mussolini e quei segni li ha coperti. Mostra molto meno distacco, invece, per quanto riguarda la sua esperienza nel campo criminale e in particolare dello spaccio di cocaina, su cui scherza spesso: "A casa mia si mangiava la pasta con i pezzi", una delle ultime battute alla trasmissione ‘La Zanzara' di Radio24.
La lunga serie di precedenti di Minnocci
La sua lunga serie di arresti e denunce inizia almeno dal 2012, quando gli vengono contestati i reati di rissa aggravata e lesioni personali. Sempre in quegli anni ci sono varie segnalazioni per reati "da stadio" come l'accensione di torce e fumogeni, mentre nel 2015 viene denunciato in stato di libertà per omicidio colposo, tentata estorsione, detenzione e porto abusivo di armi. L'arresto arriva nell'ottobre 2017, per lesioni e minaccia a pubblico ufficiale, reato che, insieme a resistenza e oltraggio, gli è stato contestato molte volte negli anni successivi e che nel giugno 2019 lo porta a un nuovo arresto da parte della polizia. Esperienza che replica a Ponza, dove in stato di alterazione dopo una serata in un locale ha aggredito passanti e carabinieri. Una vicenda che gli è costata anche un foglio di via per tre anni dall'isola.
Domiciliari per botte alla ex e sorveglianza speciale
Dopo qualche anno di buona condotta, si rimette nei guai a maggio 2024, quando viene fermato a Porto Santo Stefano, in Toscana, mentre guidava a tutta velocità e in stato d'ebrezza. A novembre la sua situazione peggiora. Viene prima denunciato e poi portato in carcere per aver aggredito la sua ex fidanzata colpendola con un bastone. Dopo dodici giorni a Regina Coeli viene portato ai domiciliari con braccialetto elettronico. Qualche mese dopo, a causa del continuo ripetersi di aggressioni e non riscontrando "alcuna efficacia deterrente" nelle soluzioni adottate in precedenza, il tribunale di Roma ha disposto per lui la sorveglianza speciale per due anni. Misura che almeno fino ad agosto 2027 gli proibisce di uscire da Roma né da casa dopo le 21.30, non frequentare pregiudicati, entrare in locali dove si bevono alcolici e partecipare a riunioni non autorizzate. Condizioni che avrebbe violato per due volte a gennaio e marzo 2026.
Resta da vedere se quest'ultima trovata della candidatura diventerà realtà. Minnocci dovrà raccogliere firme e candidati consiglieri per presentare la sua lista. Nel frattempo si dovrà anche difendere nel processo che lo vede imputato per diffamazione aggravato contro il giornalista e conduttore tv Massimo Giletti, che accusò di aver avuto rapporti sessuali con Fabrizio Corona per averlo in un suo programma.