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"All’improvviso uno sconosciuto si è avvicinato alla mia macchina, sostenendo che avessi rovinato la sua. Ho tergiversato, e lui mi ha detto: ‘O mi dai i soldi o ti lascio senza telefonino, senza computer e senza la tua Suzuki'. Alla fine per stare tranquillo ho dovuto dargli 200 euro". A parlare, in un aula del tribunale di Roma, è il conduttore televisivo Valerio Lundini. Il comico ha denunciato di essere stato vittima della truffa dello specchietto il 17 ottobre 2014. Accusato del reato è un esponente del clan nomade Bevilacqua, gruppo molto noto nella capitale per varie vicende giudiziarie. La vicenda è riportata da Il Corriere della Sera. Il comico tv ha portato in tribunale quello che ha dichiarato essere il suo truffatore, riconosciuto dallo stesso Lundini in una foto mostratagli dalle forze dell'ordine.

Truffa dello specchietto a Lundini, le minacce per avere i soldi

L'estorsione, come detto, è avvenuta il 17 ottobre 2014 in viale Marconi. Le modalità descritte da Lundini sono proprio quelle della classica truffa dello specchietto: M. B. lo avrebbe affiancato, battendogli sul vetro, e dicendogli con fare minaccioso che gli aveva rotto uno specchietto. Una situazione in cui si sono trovati purtroppo migliaia di romani prima di lui, che vengono minacciati spesso in strade isolate. E alla fine si trovano costretti a dare tutti i soldi che hanno nel portafoglio, e in alcuni casi (come successo a Lundini) per paura di un'aggressione vanno anche a prelevare al bancomat. "Lo sconosciuto – ha spiegato Lundini al giudice – con modi poco pacifici mi ha spinto ad andare in banca: 140 euro. Poi mi ha minacciato. Allora gli ho dato tutto quello che avevo, 200 euro. Una volta allontanato, l’ho denunciato".