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24 Aprile 2022
12:10

Gualtieri insiste: il termovalorizzatore è una scelta green. E aspetta i poteri speciali

Il sindaco Roberto Gualtieri ribadisce come il termovalorizzatore annunciato per Roma sia la scelta migliore per chiudere il ciclo dei rifiuti della capitale all’insegna della sostenibilità ambientale. Una posizione chi non convince chi vi si oppone. E ora il governo dovrà concedere poteri speciali per poter mettere in atto il progetto.
A cura di Redazione Roma
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Una scelta rivolta alla sostenibilità ambientale ed energetica. Parola di Roberto Gualtieri, che non fa un passo indietro dopo l'annuncio a sorpresa, prima in una concitata riunione di maggioranza e poi in aula Giulio Cesare, della volontà di realizzare un mega termovalorizzatore per uscire dalla perpetua crisi dei rifiuti della capitale. Una posizione ribadita oggi in un'intervista al Corriere della Sera. "Useremo le migliori tecnologie che consentono l'abbattimento delle emissioni – spiega il sindaco – Ridurremo del 90% il fabbisogno di discariche, del 45% le emissioni e produrremo energia per 150.000 famiglie, nel segno della sostenibilità e dell'ambiente".

Per Gualtieri "l'alternativa sarebbe una discarica da 1 milione di tonnellate ogni 3 anni. Il nostro piano di impianti è quello che in assoluto comporta la maggiore riduzione di emissioni e di consumo di suolo". Ma le parole del primo cittadino di Roma non bastano per ricucire la spaccatura nel cosiddetto campo largo del centrosinistra. Da una parte la sinistra, i verdi e il Movimento 5 Stelle, dall'altra il Partito Democratico, con conseguenze che potrebbero estendersi oltre i confini del Grande Raccordo Anulare, complicando l'intesa per le prossime elezioni regionali nel Lazio (dove centrosinistra e M5S già governano insieme).

Ma c'è un ostacolo per mettere davvero in cantiere il termovalorizzatore: questo non è previsto dal piano regionale dei rifiuti e al sindaco serve un atto del governo, poteri speciali che possono essere inclusi nel mandato di commissario per il prossimo Giubileo. Con Palazzo Chigi l'accordo già sarebbe chiuso, e già all'interno del prossimo Decreto Crescita potrebbe essere contenuta la norma che consentirebbe a Gualtieri di arrivare al taglio nel nastro tra quattro anni. Sul luogo dove costruire l'impianto, nonostante non sia mai stato pronunciato ufficialmente, non c'è nessun dubbio: sorgerà a Santa Palomba, frazione dell'hinterland Sud di Roma, tra Pomezia e i Castelli Romani.

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