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22 Settembre 2022
11:05

Giuseppe ucciso dal depuratore troppo potente di una piscina: condannato il gestore

Si conclude dopo sette anni il processo per la morte di Giuseppe Centamore, annegato in una piscina in Francia, risucchiato da un depuratore troppo potente. Il gestore è stato condannato a 9 mesi di reclusione per omicidio colposo.
A cura di Alessia Rabbai
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Giuseppe Centamore e la piscina in Francia in cui è annegato
Giuseppe Centamore e la piscina in Francia in cui è annegato

Nove mesi di reclusione è la pena stabilita dal giudice nei confronti del gestore del campeggio La Petite Camargue di Aigues-Mortes, Bernard Sauvaire, condannato in via definitiva per omicidio colposo. Questa la sentenza della Corte di Cassazione francesce, arrivata il 6 settembre scorso nel processo sulla morte di Giuseppe Centamore, sedicenne originario di Viterbo. Un verdetto che ha lasciato l'amaro in bocca ai famigliari.

"Non è giustizia – ha detto papà Salvatore alla testata locale Tuscia Web, che ha seguito il caso – noi siamo condannati all'ergastolo". E ha aggiunto: "Nessuno ci ha chiesto scusa, né ci ha detto ‘mi dispiace'". La parola fine sul processo è arrivata a sette anni dalla morte del ragazzo. La famiglia non vuole che venga dimenticato e per ricordarlo ogni anno a le associazioni sportive di Viterbo organizzano il torneo di calcetto Memorial Giuseppe Centamore. Una perdita la sua, che ha scosso profondamente la comunità dove viveva.

Giuseppe è morto annegato in piscina

I drammatici fatti che hanno portato alla scomparsa prematura di Giuseppe Centamore sono avvenuti il 30 giugno del 2015, quando l'adolescente era in vacanza in Francia, insieme alla sua famiglia. Giornate all'insegna del relax e dello svago, che mai avrebbero potuto far pensare a un tragico esito. Giuseppe stava facendo il bagno in piscina, concedendosi una nuotata refrigerante, quando è stato risucchiato dal potente depuratore, che lo ha bloccato sul fondo, non permettendogli di risalire in superficie.

Il sedicenne è morto annegato, nonostante i tentativi disperati di liberarsi dalla stretta, che gli impediva di respirare. Quando è stato tirato fuori dall'acqua era purtroppo ormai troppo tardi e non c'è stato nulla da fare per salvargli la vita, i tentativi di rianimarlo praticandogli il massaggio cardiocircolatorio, così come l'arrivo dei sanitari in ambulanza si sono rivelati vani. I risultati dell'autopsia svolta sulla salma hanno poi confermato la morte per annegamento.

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