Stasera a ‘Chi l'ha visto' la morte di Gianmarco Pozzi, il ragazzo trovato senza vita con una ferita alla testa nel giardino di una villetta sull’isola di Ponza, il 9 agosto scorso. Il ragazzo è stato ritrovato cadavere in costume, scalzo e senza alcun effetto personale. L'autopsia ha accertato che la morte è avvenuta per un volto di sette metri, una caduta, presumibilmente dal terrazzo della villetta, ma le indagini della Procura di Cassino che sono ancora in corso devono ancora chiarire se sia trattato di un tragico incidente o di un gesto volontario. Gianmarco è scivolato, si è gettato o è stato spinto?

I genitori e le due sorelle del 28enne, tuttavia, nutrono dei dubbi sull'ipotesi della caduta accidentale. Pozzi, infatti, era un atleta allenato, un kickboxer prestante e difficilmente avrebbe perso l'equilibrio da quell'altezza. Residente a Frascati e trapiantato a Ponza per un lavoro come addetto alla sicurezza, nel 2014 Gianmarco era stato campione mondiale dilettanti di kickboxing e l’anno successivo campione europeo nella muay thai (pugilato thailandese) con la Iaksa (l'Associazione internazionale dei kickboxer dilettanti). E sempre nel 2015 ha ottenuto la cintura della Wfc. Un curriculum di tutto rispetto che fa apparire inverosimile il maldestro scivolone da una balaustra.

La vera incognita del caso, tuttavia, è proprio il luogo della morte di Gianmarco. Che cosa ci faceva su quel terrazzamento? Perché per arrivarci ha percorso la strada più lunga e più impervia, pur conoscendo il territorio? C'era qualcuno con lui? Le indagini, che vanno avanti da agosto, hanno previsto l'ascolto di un gran numero di testimoni, compresi i colleghi del Blue Moon, il locale dove Gianmarco lavorava come addetto alla sicurezza.