Violenze una bambina di ventidue mesi nel Comune di Genzano di Roma, dove i giudici del tribunale hanno condannato sua mamma in primo grado a sette anni nel processo con rito abbreviato per maltrattamenti sulla piccola compiuti dal compagno. L'uomo è già in carcere, mentre la donna è accusata di favoreggiamento e la sua posizione è ancora al vaglio, attualmente si trova in stato di libertà. La drammatica vicenda risale al mese di febbraio 2019, quando la bambina è arrivata al pronto soccorso dell'ospedale dei Castelli Romani, portata dalla madre in condizioni disperate e poi trasferita al Bambino Gesù di Roma. I medici durante la visita hanno riscontrato lesioni e segni di violenza. Prove inconfutabili di ciò che la piccola aveva subito, così i sanitari hanno allertato le forze dell'ordine. La piccola aveva lividi sul corpo e sulla testa, morsi vicino alla zona dell'ombelico e bruciature sulla schiena, forse provocate dalle sigarette. Dopo un ricovero in terapia intensiva la bambina è migliorata progressivamente e nonostante le violenze subite e il gravissimo stato in cui si trovava, si è salvata.

Il compagno della madre è in carcere per tentato omicidio e maltrattamenti

La mamma della bambina, interrogata dalla Polizia, in un primo momento ha raccontato che la figlia, pestata fino ad essere in fin di vita, era caduta dalle scale. Ma gli agenti non le hanno creduto, così ha detto che a ridurla in quello stato una delle sue tre figlie era stato il compagno. Due anni fa per la vicenda gli agenti della Polizia di Stato al termine delle indagini coordinate dalla Procura di Velletri, hanno arrestato il compagno della madre della bambina, un ventisettenne della provincia di Campobasso, con precedenti di polizia per lesioni e stalking. Il giudice lo ha contannato a scontare una pena di diciotto anni per tentato omicidio e maltrattamenti in famiglia.