Funzionario del ministero pestato a Termini, sei persone arrestate: si indaga per tentato omicidio

Sono finiti dietro le sbarre altri due fra gli uomini che aggredirono a pugni e calci un funzionario del ministero delle Imprese e del Made in Italy davanti alla stazione Termini di Roma nella notte fra venerdì 9 e sabato 10 gennaio, riducendolo in condizioni gravissime. Entrambi diciannovenni di origine tunisina, sono gravemente indiziati del reato di tentato omicidio, per cui il giudice per le indagini preliminari ha disposto la custodia cautelare in carcere, eseguita dagli uomini della squadra mobile.
Uno degli aggressori rintracciato a Perugia
Gli agenti, coordinati da Roberto Pititto, hanno rintracciato uno dei due a Perugia, con l'ausilio dei colleghi della mobile del capoluogo umbro. L'altro era già detenuto nel carcere di Rebibbia per altri reati. In esecuzione dei provvedimenti di custodia cautelare, sono stati portati a Regina Coeli sabato 14 febbraio.
Salgono così a sei le persone arrestate per il pestaggio del funzionario di 56 anni, che era stato raggiunto dagli aggressori, tutti giovanissimi, in piazza dei Cinquecento. All'origine dell'episodio non ci sarebbe un tentativo di rapina, ma uno scambio di persona. Una violenza per cui l'uomo aveva riportato fratture al viso, alla mandibola e naso.
Sei arrestati per l'aggressione di un funzionario a Termini
I due diciannovenni portati a Regina Coeli sabato scorso, si aggiungono a Mohamed Mansy Mahmoud Mohamed Elramady, 18 anni, e Moslem Othmen, 20, fermati poco dopo la denuncia dell’aggressione, e Mahmoudi Oussama e Basem Bezzana, di 20 e 21 anni, fermati domenica 11 nei pressi della fermata della metro Garbatella. Tutti e sei hanno vari precedenti fra furto, rapina, resistenza e violenza a pubblico ufficiale e lesioni personali, ma adesso dovranno rispondere di un reato ben più grave come tentato omicidio.
Sicurezza alla stazione Termini
Da tempo ormai le vie intorno alla stazione Termini sono al centro delle cronache per questioni di sicurezza. Nonostante la continua presenza di reparti dell'esercito in aggiunta alle forze dell'ordine, continuano gli episodi di furti e aggressioni. L'ultimo quello di cui è stata vittima la criminologa Roberta Bruzzone, a cui è stato rubato il telefono, poi rintracciato dai carabinieri.