Francesco Rutelli: “Dai Papi alle prostitute, racconto i segreti di Roma, che non troverete sui social”

Francesco Rutelli ha pubblicato il libro "Roma la città dei Segreti. Misteri, enigmi e meraviglie di una capitale millenaria" (Newton Compton Editori). Un viaggio in 19 itinerari tra i posti, le storie e i personaggi meno conosciuti di Roma, che attraversano tutte le epoche e le anime, della vita nella Città Eterna. In questa intervista, l'ex sindaco di Roma spiega i motivi per cui ancora oggi molti dei luoghi più belli della capitale sono sconosciuti ai più e racconta alcuni degli episodi più affascinanti descritti nel libro.
Inizio questa conversazione dalla domanda che lei stesso si pone all'inizio del libro: cosa ci può essere di nascosto, di segreto, in quella che oggi è forse una delle città più ‘Instagrammate' del mondo?
Vorrei dire quasi tutto, ma è improprio. Moltissimo, certamente. La cosa è "aggravata" dal trionfo di Tik Tok, di Instagram e dei social, che spingono le persone – soprattutto i visitatori, ma indirettamente anche i romani – ad andare nei posti dove già gli altri sono andati e ribadire che ci siamo stati anche noi. Invece la cosa sensazionale è quella di poter accedere a luoghi e a esperienze, storie e racconti, totalmente non convenzionali e non esplorati.
Uno dei fili conduttori di questo libro è il concetto di stratificazione che – lei racconta – si riscontra spesso anche all'interno di uno stesso spazio fisico. Penso a quella che – lei dice – è una delle tappe obbligate da visitare, la Basilica di San Clemente. Perché è così importante il concetto di stratificazione per capire questa città?
Ci sono due tipi di stratificazione. Quello fisico e San Clemente ne è un esempio chiarissimo per tutti. Lì si entra e si vede una chiesa con Masolino da Panicale, un mirabile mosaico dell'abside e una serie di altre meraviglie del periodo dal pre-Rinascimento in avanti. Si scende di un piano e si trova la struttura medievale, ancora sotto le case romane, e in un altro piano più in basso una sorgente, ancora oggi funzionante. Poi ci sono le stratificazioni di significato: oggetti che nel corso del tempo hanno rappresentato cose molto diverse. Il caso divertente che cito nel libro è quello di molti busti del Pincio, che a seconda del regime politico non solo hanno cambiato valore, ma sono stati proprio trasformati, addirittura travestendo i personaggi, perché quando torna il Papa quelli fatti dalla Repubblica Romana sono scomodi ed è meglio cambiare connotati e ovviamente denominazione.
Ci sono tantissimi racconti in questo libro. Il mio preferito forse è quello che riguarda gli irregolari, chiamiamoli così, della storia di Roma. Si va dalle statue parlanti – che ho scoperto sono diverse, non solo quella di Pasquino -; si passa da un monumento che viene inaugurato la notte, per evitare le contestazioni. E si arriva fino a Marco Pannella. Ci dà un assaggio di questo racconto?
Racconto ad esempio la storia di Felice Cavallotti, che nessuno conosce. È il primo dei radicali, alla fine dell'Ottocento ha contribuito a scrivere un programma per l'Italia, che oggi modernissimo sui diritti delle donne, i diritti del lavoro. Sembra incredibile, ma queste cose sono rimaste in minoranza. Però le minoranze talvolta riaffiorano. Io cito Pannella e i Radicali, che non sempre hanno vinto – parlo anche in prima persona – però hanno sempre fatto riflettere, anche gli avversari.E lo stesso vale per altre esperienze: le persone che mettevano le scritte sotto Pasquino o le altre statue parlanti, anche persone importanti, nel regime pontificio. Di notte andavano, scrivevano, talvolta venivano identificate e giustiziate dal Papa. Ma questa abitudine a Roma c'è sempre stata, un po' come oggi fa Fanpage. Durante il fascismo, sotto la scultura di Traiano ai Fori, in periodo di guerra, un romano anonimo depositò una pagnotta e ci scrisse: "Tu che c'hai la faccia di bronzo e lo stommaco de ferro vedi si poi magnà sto pane dell'Impero". Perché il pane distribuito con la tessera annonaria era immangiabile. Ecco, le storie di Roma sono fatte di questi incredibili alti e bassi. Pensiamo alla Chiesa di Sant'Agostino, dove andavano le prostitute, che dovevano essere "rieducate". All'inizio venivano messe in fondo alla chiesa, però molti dei frequentatori si giravano per osservarle. per Allora le mettono in prima fila, cosa bizzarra, perché bisognava evitare i maschi durante la messa si distrassero.
Nel libro si incontrano una miriade di personaggi . Rimanendo in tema di segreti, c'è un personaggio "nascosto" nella storia della capitale, uno a cui non è stato dato il giusto credito, per il ruolo che ha avuto nella vita di Roma?
Tantissimi. Io penso che ad esempio bisognerebbe ritrovare il valore della Repubblica Romana: tutti sappiamo chi era Mazzini, però il triumvirato Mazzini-Armellini-Saffi si è inventato la salvezza di Roma, con il Papa che scappa e va in esilio poi ritorna, i francesi che collaborano… Tra l'altro, a proposito delle tante "cannonate" descritte nel libro, sulle scale di Palazzo Colonna troviamo ancora oggi incastonata una palla di cannone, scaraventata dai francesi che volevano liberarsi degli insorti, asserragliati sul Campidoglio e d'intorni. Ecco, riscoprire queste tracce non vuol dire trovare gli oggetti morti inanimati, ma i significati di ciò che siamo stati nel tempo.
Nelle sue ricerche per questo libro, ha trovato un segreto di Roma che non conosceva e che l'ha colpita?
Sì, l'ho trovato in una chiesa, non lontana dalle mura Aureliane. Una storia incredibile, di matrimoni gay durante il Papato. Queste persone – specialmente spagnole e portoghesi – venivano a Roma e da cattolici vivevano come sposi dello stesso sesso. Parliamo di cinque secoli fa. Naturalmente sono stati beccati, condannati e giustiziati. Una storia assolutamente minoritaria e tuttavia lungimirante rispetto alla ricerca della libertà, che deve accompagnare sempre Roma. Perché non dobbiamo pensare che la Città Eterna sia la città alla perfezione, tutt'altro. Ha conosciuto alti, bassi, catastrofi, pestilenze, invasioni, assedi, brutalità, centinaia di condanne a morte, eseguite anche sotto il regno del Papa. Roma è da interpretare tutta intera. Conoscerla significa andare a scoprire fisicamente la meraviglia di questi luoghi, con le loro contraddizioni, con la loro ricchezza e con ciò che possono insegnarci , ancora oggi, alle porte del 2026.