Foto di ’Capena Democratica’
in foto: Foto di ’Capena Democratica’

Il fortissimo boato a Capena della scorsa domenica sera "ha colto di sorpresa anche noi". Ad affermarlo a Fanpage.it è Carlo Doglioni, presidente dell'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia, sottolineando che il botto "potrebbe avere un'origine legata a un fenomeno di sifonamento carsico, è un'ipotesi che stiamo valutando e studiando". Contemporaneamente i sismografi dell'Ingv hanno registrato una scossa di magnitudo 1,7 nella stessa area, ma per Doglioni "il terremoto è piccolo e non compatibile con il boato".

"Ci sono zone d'Italia – prosegue – dove fenomeni simili sono già avvenuti: boati che non sono legati a terremoti veri e propri, ma a movimenti d'acqua del sistema carsico sotterraneo, che non abbiamo possibilità di verificare direttamente". Per adesso, quindi, il tutto resta "un'ipotesi di lavoro". Il presidente dell'Ingv aggiunge infine alcuni dettagli in più sul sisma di Capena: "La sala sismica ha registrato questo piccolo evento la cui prima stima segnava 8 chilometri di profondità. Poi è stata rivista in basso, ma ha almeno qualche chilometro di profondità".

Il boato avvertito anche a Roma

La sera di domenica 4 ottobre, alle 19.58, un enorme boato e una scossa di terremoto sono stati avvertiti nei pressi di Capena, piccolo Comune in provincia di Roma, avvertiti anche nel quadrante Nord-Est della Capitale. Un secondo boato, di minore entità, si è verificato poco dopo. Per lo spavento molti cittadini sono fuggiti in strada, ma non sono stati segnalati casi di persone ferite o danni alle proprietà. A confermarlo non solo le autorità, ma anche il sindaco Roberto Barbetti, che ha spiegato di non aver ricevuto segnalazioni di nessun tipo. Resta il mistero su cosa possa aver provocato il boato, sul quale l'Ingv sta lavorando per accertare l'esatta origine e causa del fenomeno.