Foto di ’Capena Democratica’
in foto: Foto di ’Capena Democratica’

Sarebbe stato un micro ‘terremoto idrotermale associato al vulcano dei Sabatini' dovuto a uno sprofondamento naturale del suolo il grosso boato avvertito tra sabato e domenica 4 ottobre a Capena. A dichiararlo, l'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia con un report inviato al comune di Capena. Insieme al boato era stato registrato anche un terremoto di magnitudo 1.7, un fenomeno definito ‘singolare' dal presidente dell'Ingv Carlo Doglioni. Intervistato da Fanpage.it, Doglioni aveva dichiarato che il forte boato poteva avere "un'origine legata a un fenomeno di sifonamento carsico". Secondo Doglioni però, il terremoto era "piccolo e non compatibile con il boato".

"In questo comune vi è un lago particolare, formatosi a seguito di un fenomeno carsico detto sinkhole ovvero una sorta di sprofondamento del terreno, che si crea a seguito di forti boati e violente scosse di terremoto. Il lago in questione prese il nome di lago “Puzzo” perché alla sua origine spruzzava gas solforosi, il fenomeno del sinkhole avvenne in più periodi se ne ricorda uno nel 1856, uno nel 1928 e uno nel 1985". Queste le parole di Doglioni inviate al comune di Capena e riportate da la Repubblica.  "Il laghetto – continua nel report – è noto per il rilascio di gas di origine profonda, con concentrazioni di C02, con abbondante metano e privo acido solforico. Le ipotesi al momento sono diverse: un sifonamento carsico di acque in profondità ( fenomeno frequente che si ritiene responsabile di fenomenologie anche in altre parti d’Italia come nell’area di Vittorio Veneto) oppure vista la bassa frequenza riconosciuta nei sismogrammi, legato al trasferimento di fluidi idrotermali e o ad alta pressione di anidride carbonica in profondità, tipico piccolo terremoto idrotermale associato al vulcano dei Sabatini".