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Fonte Nuova, maltrattamenti e umiliazioni alla compagna: “I racconti lasciano sconcertati”

Maltrattamenti, violenza sessuale e lesioni nei confronti della compagna: sono queste le accuse rivolte ad un 38enne di Fonte Nuova per cui oggi è stata disposta la custodia cautelare in carcere.
A cura di Beatrice Tominic
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Il gip di Tivoli ha disposto la custodia cautelare in carcere per un uomo di 38 anni di Fonte Nuova, comune che  si trova a nord est dalla capitale, da cui dista una ventina di chilometri, accusato di maltrattamenti, violenza sessuale e lesioni. Il provvedimento è arrivato dopo le indagini aperte dal commissariato di Tivoli a seguito di una denuncia da parte della donna.

I maltrattamenti erano frequenti e le violenze molto dure. L'avrebbe aggredita con scarpe da carpentiere per ferirla maggiormente oppure le avrebbe spinto la punta di ferro dell'ombrello nella coscia, oltre alle minacce e alle botte a colpi di bastoni, alle sedie spaccate sulla schiena e al coltello alla gola. Le avrebbe rotto il telefono per impedirle di chiedere aiuto e l'unica volta in cui l'ha portata in ospedale l'ha portata in ospedale l'avrebbe costretta a dichiarare di essere stata scippata. Le altre volte, invece, come scrive il Messaggero, era lui a medicarla, mentre lei lavava il pavimento dal suo stesso sangue.

Le violenze anche davanti ad altre persone

Alcune delle tante violenze e umiliazioni, però, sarebbero avvenute anche davanti a terze persone. In presenza di un amico, ad esempio, l'uomo avrebbe lanciato il contenuto di una pentola contro la compagna, tirandole i capelli e obbligandola a cucinare altro, perché non soddisfatto del sugo che aveva preparato. Ancora, in un locale, avrebbe sbattuto il volto della donna addosso ai videogiochi, urlandole: "Ti faccio diventare cieca."

L'ordinanza del gip

Come scrive il quotidiano, nell'ordinanza del gip Sabina Lencioni, viene descritto accuratamente il profilo dell'uomo: "I comportamenti, la personalità, la durata dei maltrattamenti, la frequenza degli episodi pressoché quotidiana, la gravità, evidenziano un'indole malvagia, che trovava appagamento nella sottomissione e nell'umiliazione della compagna."

L'avvocata della difesa, Simona Fioravanti, ha spiegato come i racconti lascino sconcertati anche gli addetti ai lavori: "Speriamo che possa uscire al più presto dal tunnel perché anche affrontare il processo sarà una prova di coraggio, come quella che l'ha portata a reagire – poi ha parlato degli e delle agenti che hanno svolto le indagini – A darle forza è stata la grande professionalità degli investigatori del pool antiviolenza del commissariato di Tivoli. Non solo per la bravura, ma per l'appoggio umano. Sono stati la sua roccia e ora sa che ne può uscire."

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