Fontana di Trevi, per adesso resta gratis: ritardi per la gestione file, slitta il ticket da 2 euro

Slitterà di qualche giorno l'introduzione dell'accesso a pagamento a Fontana di Trevi. Il nuovo ticket da due euro per arrivare a bordo vasca, farsi una foto romantica e lanciare una monetina doveva scattare il 1° febbraio 2026, come dichiarato poco più di un mese fa dal sindaco di Roma Roberto Gualtieri. Una nuova data non è stata ancora stabilita, confermano dal Campidoglio, ma a breve dovrebbe essere presa una decisione. Nessun cambiamento in vista, invece, sul prezzo e sulle modalità di accesso: a pagare saranno solo i turisti dalle 9 alle 22. Residenti di Roma Capitale e della città metropolitana continueranno a fruire gratuitamente di uno dei monumenti più famosi del mondo.
Ancora in allestimento le ringhiere e la biglietteria
Sono ancora in fase di allestimento le strutture che consentiranno ai 26 steward assunti dalla partecipata comunale Zetema di gestire le file, che saranno due: una per chi ha acquistato il biglietto in precedenza e una per chi lo deve fare sul momento alla biglietteria che sarà posizionata in via della Stamperia. Nessun tornello modello stadio come quelli visti in alcuni immagini satiriche sui social, ma solo un operatore con lettore ottico. Sono stati già fatti i fori dove verrà inserita una semplice e artigianale struttura in ghisa alta un metro e venti.
È stata già rifatta, invece, la segnaletica. Per ultimare i lavori, però, potrebbe volerci qualche settimana. Allora si potrebbe iniziare con la sistemazione provvisoria fatta di semplici transenne, oppure slittare tutta l'operazione. Anche il sito web fontanaditrevi.roma.it dove acquistare i ticket è in fase di allestimento e un Nettuno triste accompagna il messaggio "Stiamo arrivando, presto online. Il sito è in fase di aggiornamento. Torna a trovarci tra poco".
Non si torna indietro, la Fontana di Trevi sarà a pagamento
La decisione, però, è presa. Non serviranno ulteriori periodi di sperimentazione. Già da un anno è stata introdotta una fila per l'accesso al catino di Fontana di Trevi. Una mossa che è servita anche a calcolare quante persone attraversano il sito ogni giorno: una media di circa 30mila ogni giorno per un totale di 8-9 milioni l'anno. Da qui la stima degli introiti che produrrà il ticket: 6,5 milioni di euro.
"E con quei soldi che faremo? – ha detto l'assessore allo Sport, Turismo, Moda e Grandi Eventi Alessandro Onorato in un'intervista a Fanpage.it a fine 2025 – Renderemo gratuiti i Musei civici di Roma. Il resto dei soldi rimarrà alla Sovrintendenza capitolina, che ha il dovere di salvaguardare e valorizzare il nostro patrimonio archeologico", ha aggiunto. Chi dice questa è una scelta sbagliata, ha un approccio provinciale molto miope, anche perché se la Fontana di Trevi fosse stata a New York o in un'altra città americana, avrebbero chiesto 50 dollari".
Ma questa piccola rivoluzione del turismo romano non è stata decisa solo da motivi di cassa, ma anche di decoro e sicurezza. "Era uno dei luoghi col più alto tasso di borseggi perché la gente era accalcata, mentre oggi è un posto sicuro dove ti puoi godere di un momento di fronte a uno dei momenti più belli al mondo", sottolineava Onorato a dicembre scorso.
Nonostante queste motivazioni, la decisione è stata anche criticata da rappresentanti di categoria. A Fanpage.it, Daniele Brocchi, coordinatore di Assoturismo Confesercenti di Roma e Lazio, aveva espresso "perplessità tecniche ed etiche" sull'introduzione del ticket. "Non è un museo, non è il Pantheon che ha delle mura di cinta che si possono sfruttare per fare degli ingressi", ha spiegato. Inoltre, "quella di Trevi nasce come una fontana al servizio pubblico. Se si inizia a monetizzare Fontana di Trevi, si arriverà poi a farlo con Piazza Navona, e poi da 2 euro si passerà a 5".