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Femminicidio Rossella Nappini, la Cassazione nega la giustizia riparativa ad Harrati: “Sarebbe inutile”

La Cassazione ha confermato l’ergastolo per Adil Harrati e ha escluso la giustizia riparativa nel femminicidio di Rossella Nappini, uccisa con 56 coltellate.
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La Cassazione ha escluso l’accesso alla giustizia riparativa per Adil Harrati, il muratore di 45 anni condannato all’ergastolo per il femminicidio di Rossella Nappini, l’infermiera del San Filippo Neri uccisa con 56 coltellate a Roma il 4 settembre 2023. Nelle motivazioni della sentenza dello scorso aprile, la prima sezione penale ha ritenuto che quel percorso non avrebbe alcuna utilità. La Corte, presieduta da Giuseppe De Marzo, ha inoltre confermato l’aggravante della crudeltà.

Giustizia riparativa "inutile" nel caso di Harrati

La giustizia riparativa è un percorso "parallelo, autonomo e volontario", come illustrato dal Ministero della Giustizia, che si affianca alla pena tradizionale. È, inoltre, "fondato sul consenso, sulla partecipazione attiva e sull’intervento di un terzo imparziale", un mediatore specializzato. Tutto questo, nel caso Harrati, sarebbe stato inutile secondo la corte. "Le ragioni del diniego all'accesso ai programmi di giustizia riparativa nella vicenda in esame, anche al di là della questione della mancata istituzione dei Centri di giustizia riparativa, sono state ancorate all‘assenza del requisito dell'utilità del programma", si legge nelle motivazioni, come riportato dal Corriere della Sera.

Quindi, oltre al fatto che i centri specializzati in questo tipo di percorso ancora non esistono, adoperarlo in questo caso specifico non sarebbe stato utile. C'è anche una questione di tempi nella decisione dei giudici. Proseguendo nella lettura delle motivazioni vediamo anche che "la verifica di utilità costituisce un momento di corretto bilanciamento tra gli interessi in gioco perché comporta l'adozione di una decisione che certamente ha delle conseguenze quantomeno sui tempi e sulle modalità di espletamento del processo".

L'associazione Insieme con Marianna: "Giustizia riparativa non sia escamotage"

Secondo l'avvocata Licia D’Amico, la pronuncia sul caso Harrati può diventare un riferimento anche per altri procedimenti. La legale, che rappresenta l’associazione ‘Insieme con Marianna' come parte civile in diversi processi per femminicidio, sottolinea che la Cassazione ha posto al centro due criteri: l’utilità concreta del percorso e la sua effettiva meritevolezza.

A suo giudizio, la giustizia riparativa trova una collocazione più naturale quando il danno può essere in qualche modo compensato, come nelle controversie economiche. Nei femminicidi, invece, la questione è molto più complessa. Per questo condivide il richiamo dei giudici a evitare che lo strumento diventi "un escamotage per l’imputato". Per D’Amico, il valore della decisione sta soprattutto nel principio del bilanciamento tra le diverse esigenze in gioco. "Questa pronuncia è importante perché è una delle prime volte che la Cassazione affronta il tema della riparazione in maniera organica", conclude.

Rossella Nappini, vittima di femminicidio

Rossella Nappini, che lavorava come infermiera all'ospedale San Filippo Neri, aveva conosciuto Adil Harrati, operaio di origine marocchina con il quale aveva iniziato una relazione, dopo la separazione dall'ex marito. Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, l'uomo avrebbe voluto sposarla per regolarizzare la sua posizione in Italia, ma Nappini si era opposta. Non convinta dal comportamento dell'uomo, aveva deciso di troncare ogni rapporto. Ma Harrati, nonostante fosse ben conscio della volontà della donna, continuava a presentarsi sotto casa sua e a chiamarla di continuo per chiederle di vedersi. Secondo la testimonianza della sorella di Nappini, sarebbe successo lo stesso il giorno del delitto.

Nel pomeriggio di lunedì 4 settembre 2023 Adil Harrati ha aspettato Rossella Nappini sotto casa sua. Qui, nell'androne del palazzo, l'ha colpita con 56 coltellate, lasciandola poi agonizzante in una pozza di sangue, per poi provare a scappare, ma è stato arrestato poche ore dopo.

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