Femminicidio Federica Torzullo, il bimbo rivuole i suoi giochi: il pm fa aprire la casa della mamma

Il figlio di Federica Torzullo e Claudio Carlomagno rivuole i suoi giochi. Il pubblico ministero ha disposto la riapertura della villa di via Costantino 9 posta sotto sequestro dopo il femminicidio. Dai giorni successivi alla scomparsa della quarantunenne i carabinieri hanno apposto i sigilli all'abitazione di Aguillara Sabazia. Sono passate tre settimane da quell'8 gennaio, l'ultimo giorno in cui Federica è stata vista viva e unici giorni dal ritrovamento del suo cadavere seppellito in una buca in un terreno vicino al deposito della ditta dell'ex marito Claudio Carlomagno.
Il bambino chiede di avere i suoi giocattoli, le sue cose, per questo la casa verrà riaperta per prenderli. Il Tribunale dei Minori ieri ha affidato il bimbo ai nonni materni sotto la tutela del sindaco di Anguillara Sabazia Angelo Pizzigallo. Non ha tardato ad arrivare il commento della garante dell'Infanzia e dell'Adolescenza della Regione Lazio, Monica Sansoni, che ha espresso "profondo apprezzamento per l’orientamento emerso" in sede decisionale.
"Il provvedimento dovrebbe prevedere l’affidamento del minore ai nonni materni, con la nomina del sindaco di Anguillara Sabazia quale tutore. Una scelta che va nella direzione prioritaria della tutela del superiore interesse del minore, garantendogli stabilità affettiva, continuità relazionale e un contesto familiare di riferimento, elementi essenziali per affrontare un trauma di straordinaria gravità – ha fatto sapere in una nota la garante Monica Sansoni – in una vicenda segnata da una violenza inaudita e da un dolore che non potrà mai essere cancellato, la centralità dei diritti del bambino rappresenta un segnale di civiltà giuridica e umana. L’ipotesi di affidamento ai nonni materni, unita alla presenza istituzionale del sindaco come tutore, restituisce al minore una rete di protezione solida, capace di coniugare affetto, responsabilità e vigilanza".
Non ha mancato di ricordare il ruolo delicato che rivestono le istituzioni in casi come questo: "Deve essere improntato alla massima attenzione e sensibilità: i bambini sono vittime indirette di femminicidio e portano ferite invisibili ma profondissime – ha continuato – È dovere di tutti, a partire dalle istituzioni, assicurare loro non solo protezione giuridica, ma anche supporto psicologico, educativo e sociale nel lungo periodo".
Prima di concludere ha poi ricordato la piena disponibilità dell’Ufficio del Garante dell’Infanzia e dell’Adolescenza della Regione Lazio a seguire con attenzione l’evolversi della situazione: "Collaboreremo con i servizi territoriali e con l’amministrazione comunale di Anguillara Sabazia, affinché al minore siano garantiti ascolto, cura e il diritto a una crescita serena, nonostante il dramma vissuto. In momenti come questi la giustizia dei minori dimostra il suo volto più autentico: quello che mette al centro il bambino, la sua dignità e il suo futuro".