+119% di chiamate ai centri antiviolenza e femminicidi triplicati durante il lockdown. 470mila le donne che hanno perso il lavoro a causa della crisi economica generata dal coronavirus. Sono solo alcuni dei numeri che domani le donne porteranno in piazza in occasione della Giornata mondiale contro la violenza maschile. La manifestazione transfemminista di Non Una di Meno quest'anno non sarà nazionale a causa della pandemia, ma vari flashmob sono stati organizzati nelle città d'Italia. "Porteremo in piazza i dati della violenza domestica, economica e istituzionale sulle nostre vite, ma presenteremo anche il conto al governo per il prezzo pagato al confinamento in casa, per l'enorme quota di lavoro di cura e assistenza gratuito, precario o malpagato su cui si regge la società e su cui in particolare si è gestita l'emergenza sanitaria", dichiarano le attiviste, lanciando l'appuntamento per domani alle 11 a piazza Montecitorio. "Vieni con abiti neri e porta un fazzoletto o qualcosa di fuxia, oltre al tuo panuelo", l'indicazione per chi parteciperà alla manifestazione.

Sabato 28 zona fucsia a piazza del Popolo

La manifestazione proseguirà poi nel pomeriggio alle 17 a Ponte Garibaldi, nel luogo dove è stata uccisa Giorgiana Masi, per ricordare le vittime di femminicidio. Ma si andrà avanti anche sabato 28 novembre, con l'istituzione della ‘zona fucsia' a piazza del Popolo, "uno spazio di lotta e di possibilità, di solidarietà e di relazione da costruire assieme per trasformare l'esistente e immaginare la vita oltre la pandemia". La manifestazione è stata organizzata in sicurezza, saranno prese tutte le misure necessarie al fine di garantire il distanziamento sociale ed evitare assembramenti. Le attiviste di Non Una di Meno invitano così a indossare "la mascherina" e mantenere le distanze per "ritrovarci con i corpi e in sicurezza, perché la cura è una responsabilità collettiva: questa è la nostra lotta".