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Femminicidio Federica Torzullo

Federica Torzullo, letti non disfatti creano dubbi sull’orario del femminicidio: forse uccisa la sera prima

Il dettaglio dei letti non disfatti porta la Procura a ipotizzare che Federica Torzullo sia stata uccisa la sera prima e non il mattino del 9 gennaio.
A cura di Alessia Rabbai
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Federica Torzullo sarebbe stata uccisa la sera dell'8 gennaio e non alle 6.40 del mattino seguente. A ipotizzarlo è la Procura della Repubblica di Civitavecchia, che indaga sul femminicidio e sull'occultamento di cadavere della quarantunenne di Anguillara Sabazia, trovata morta il 18 gennaio scorso in un terreno vicino al deposito della ditta del marito, la Calomagno Srl.

Il dettaglio dei letti non disfatti

Tra gli aspetti che non convincono la Procura della confessione fatta da Claudio Agostino Carlomagno c'è proprio l'orario del delitto. L'indagato ha dichiarato davanti al giudice delle indagini preliminari del Tribunale di Civitavecchia in sede di udeinza per la convalida del fermo di aver consumato il delitto la mattina presto del 9 gennaio scorso. Ma per la Procura il tutto sarebbe avvenuto in un arco temporale troppo ristretto. L'ipotesi che delineano gli inquirenti è che Torzullo sia stata uccisa la sera dell'8 gennaio dopo cena, ma prima di andare a dormire.

E a provarlo sarebbero le condizioni del cibo all'interno del suo stomaco, com'è emerso in sede d'autopsia e il fatto che i letti non fossero disfatti. Ciò rafforza l'ipotesi che il delitto risalga appunto alla sera prima. Torzullo e il suo ex marito dormivano in letti separati, perché la loro relazione era finita da tempo. Come riporta Il Messaggero, quando i carabinieri del nucleo Investigativo di Ostia hanno sequestrato la villa in via Costantino 9 i due letti non erano disfatti, sembrava proprio come se nessuno quella notte ci avesse dormito.

Dubbi sull'orario e autopsia

Quello dei letti rifatti, come anche la presenza di cibo nello stomaco, sono elementi che portano la Procura a pensare che Carlomagno abbia mentito, o che la sua versione dei fatti presenti varie "zone d'ombra", come spiegato dal procuratore capo Alberto Liguori. In un arco temporale limitato come quello indicato dall'indagato, da circa le 6.30/6 meno venti fino alle 7.15 è difficile pensare che sia riuscito a fare tutto: a discutere con Federica, a ucciderla, a trasportarne il corpo in auto, a pulire il sangue copioso e altro. Se invece il femminicidio viene collocato la sera precedente il quadro cambia: l'indagato avrebbe avuto molto più tempo a disposizione.

Dall'autopsia è emerso come il cadavere di Torzullo fosse completamente dissanguato. Presentava varie ustioni sulle quali sono in corso le verifiche per capire se siano state provocate volontariamente oppure, se come afferma l'indagato, sarebbero state causate da una propagazione delle fiamme quando ha dato fuoco ad alcune stoffe e al telefonino di lei nel cassone di un mezzo. Non si esclude inoltre che Carlomagno possa aver avuto un complice e su questa pista cercano di far luce gli inquirenti.

Proseguono le ricerche dell'arma del delitto

Nel frattempo mentre si attendono i risultati completi delle indagini e che la salma riceva il nulla osta per i funerali, proseguono le ricerche dell'arma del delitto, che ancora non si trova. Carlomagno ha dichiarato che per uccidere Torzullo ha usato un coltello da cucina solitamente tenuto in bagno, che dopo il delitto avrebbe nascosto sotto a un tappetino dell'auto, per poi disfarsene lanciandolo in un ruscello dall'auto lungo il tragitto compiuto. I carabinieri cercano l'arma lungo via Braccianese e via Anguillarese. Si sono spinti fino al confine con Le Rughe e a Osteria Nuova. Il Nucleo carabinieri Subacquei di Roma ha scandagliato il fondale di un piccolo corso d'acqua con l'aiuto di metal detector, ma ad oggi il coltello non è stato ancora ritrovato.

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