Esplosione a Colleferro, analisi sulla qualità dell’aria: scatta l’allerta ozono nell’area della fabbrica di armi

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L'esplosione a Colleferro.
Aumento dei valori dell’ozono e sopralluogo dei Ris: continuano gli accertamenti allo stabilimento dell’Ex Simmel saltato in aria giovedì scorso a Colleferro.

Resta altissima l'attenzione nell'area di Colleferro dove, nel pomeriggio di giovedì scorso, si è verificata un'esplosione all'interno della fabbrica di armi Avio e dal deposito della ex Simmel Difesa. Le centraline di Arpa, Agenzia Regionale Protezione Ambiente, del Lazio stanno continuando a monitorare la qualità dell'aria verificando i valori riportati, soprattutto quelli alterati a seguito dei fatti.

Secondo i primi risultati la centralina più vicina, posizionata fra via degli Esplosivi e via Alfred Nobel, inventore della dinamite, dopo che il deposito è saltato in aria sarebbe scattata l'allerta ozono: i primi dati più allarmanti sarebbero arrivati già due ore dopo i fatti.

Scoppia deposito di armi: allerta ozono in tutta la Valle del Sacco

Le centraline di Arpa a seguito dei fatti hanno riportato un aumento dei valori dell'ozono, arrivati a quota 128 microgrammi per metrocubo, da tenere sotto controllo: la "soglia di informazione" è di 180, quella "di allarme" a 240. Ma l'aumento repentino, così forte in così breve tempo, è un dato che va senza dubbio monitorato. Il rogo è scoppiato in un reparto in cui si trovava il nitrogel, una forma stabilizzata di nitroglicerina: l'innalzamento dell'ozono potrebbe essere arrivato da lì, ma non si esclude che possa avere anche una natura indipendente dall'esplosione, secondo quanto dichiarato dai tecnici regionali e riportato da il Corriere della Sera.

Secondo l'Istituto superiore della Sanità, infatti, dopo la crescita drastica dei valori di ozono occorre iniziare comunque a utilizzare cautela nelle persone, soprattutto quelle con fragilità polmonari e cardiache. Nonostante questo, però, al momento non sarebbe stata firmata alcuna ordinanza comunale che invita la cittadinanza a tenere chiuse le finestre o che offre altri suggerimenti preventivi.

Ciò che invece è stato confermato dal sindaco di Colleferro, Giulio Calamita, è che sono in corso analisi anche nei terreni circostanti allo stabilimento, a partire dalle falde acquifere, per verificare se le sostanze sprigionate dal fumo nero dopo l'esplosione siano finite anche altrove.

I sopralluoghi allo stabilimento

Oltre ai monitoraggi dell'area, continuano anche gli accertamenti per cercare di comprendere cosa sia successo. Fortunatamente l'incidente si è verificato mentre gli operai erano in ferie: se fosse successo un altro giorno, invece, sarebbe potuta essere una tragedia.

Proprio per questo si tratta di un impianto Rir, Rischio incidente rilevante, controllato da un Comitato tecnico regionale le cui analisi post-incidente sono condotte da Ispra. Le verifiche restano ancora in corso: sul posto hanno svolto i primi sopralluoghi i vigili del fuoco dell'Nbcr, Nucleare, biologico, chimico, radiologico, poi sono arrivati anche i carabinieri del Ris Reparto investigazioni scientifiche, che hanno svolto indagini in tutta l'area del deposito, ora posta sotto sequestro. Ancora da chiarire le cause che hanno provocato il rogo.

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