Enrico Casamonica è stato condannato a una lieve pena detentiva al termine del processo celebrato con rito abbreviato. L'esponente della famiglia è stato condannato per aver pestato un giovane di nazionalità romena in mezzo alla strada, e per aver spintonato una militare dell'Arma dei carabinieri che è intervenuta fuori servizio per farlo smettere. Il 45enne è stato riconosciuto colpevole di resistenza a pubblico ufficiale, il rito per direttissima si è celebrato oggi e il giudice ha disposto per l'uomo l'obbligo di firma quotidiano e una condanna a quattro mesi, un mese in più di quanto richiesto dall'accusa.

"Stavano picchiando mio figlio, per una sigaretta, e non ci ho più visto, ero fuori di testa", così si è giustificato Enrico Casamonica in aula ricostruendo il momento della colluttazione e il successivo arresto. Il carabiniere camminava per strada quando ha visto l'uomo avventarsi contro un giovane pestandolo a suon di pugni. Quando la donna si è qualificata come un pubblico ufficiale, di tutta risposta questo si è girato e dopo averla insultata a continuato a menare le mani contro il ragazzo ormai inerme e con la faccia trasformata in una maschera di sangue. È stati necessario l'intervento di un equipaggio di una gazzella dei carabinieri di Tor Bella Monaca per fermarlo e trarlo in arresto.

L'esponente della famiglia Casamonica è stato giudicato con il rito per direttissima finendo questa mattina davanti al giudice a Piazzale Clodio. Qui ha fornito la sua ricostruzione dei fatti sostenendo che avrebbe reagito a un'aggressione nei confronti del figlio, dopo che questo aveva rifiutato una sigaretta al ragazzo.