"Penso che Roma non possa continuare a vivere solo di emergenze, le persone non ne possono più perché i problemi vengono spesso ignorati. Dobbiamo voltare pagina, ridare a Roma il ruolo che le spetta nel mondo e ridare tranquillità ai cittadini. Solo l'alleanza del centrosinistra può garantire questo e riaccendere la speranza in città. A Roma l'alleanza c'è, chi se ne tira fuori sbaglia di grosso, e penso che la scelta di Roberto Gualtieri sia una candidatura forte e credibile". A parlare è il presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti, a margine della presentazione di un playground nella capitale. La sua candidatura a sindaco di Roma, che fino a 48 ore fa era stata data per certa, adesso è definitivamente tramontata dopo l'endorsement di Giuseppe Conte a Virginia Raggi, candidata per il Movimento 5 Stelle. Ma quando Fanpage.it ha provato a chiedere di commentare lo ‘sgambetto' dei grillini alla sua candidatura, Zingaretti ha preferito non rispondere. "Sono presidente di Regione, sto governando e apro parchi pubblici", ha glissato.

L'endorsement di Conte a Raggi

La candidatura di Nicola Zingaretti a sindaco di Roma è sfumata dopo che Giuseppe Conte, in un'intervista rilasciata a La Stampa, ha dichiarato di essere dispiaciuto che "a Roma non si siano realizzate le condizioni per pianificare con il Pd una campagna elettorale in stretta sinergia. Non so chi verrà indicato dal Pd come candidato ufficiale e rispetteremo le loro scelte. Ci auguriamo però che la loro decisione non metta in discussione il lavoro comune che da qualche mese è stato proficuamente avviato a livello di governo regionale, che merita di essere portato a termine fino alla fine della legislatura nell’interesse di tutti i cittadini della Regione".

Le primarie del centrosinistra a Roma

Le primarie del centrosinistra si terranno il 20 giugno. Per il momento sono quattro i nomi certi nella rosa dei candidati: si tratta di Giovanni Caudo, Paolo Ciani, Roberto Gualtieri e Tobia Zevi. Nessuna donna in questa lista, anche se non è detto che la senatrice dem Monica Cirinnà non decida di scendere in campo. Dopo l'uscita di scena di Nicola Zingaretti, nome scomodo per il Movimento 5 Stelle a Roma dove con la sindaca Virginia Raggi non è mai corso buon sangue, questo potrebbe essere l'unico colpo di scena in una competizione che sembra già chiusa.