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Eitan Bondì in carcere per gli spari all’Anpi il 25 aprile: domani l’udienza per la convalida del fermo

Fissato per domani l’interrogatorio di garanzia per Eitan Bondì, per il tentato omicidio di due attivisti dell’Anpi il 25 aprile a Roma. La Procura ha chiesto la convalida del carcere.
A cura di Alessia Rabbai
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Domani, venerdì primo maggio, ci sarà l'udienza per la convalida del fermo nei confronti di Eitan Bondì. Il ventenne romano attualmente si trova nel carcere di Regina Coeli, per il tentato omicidio di due attivisti dell'Associazione Nazionale Partigiani d'Italia. La Procura della Repubblica di Roma chiede la convalida della misura di custodia cautelare in carcere.

Il giovane ha sparato due colpi con una pistola ad aria compressa contro la manifestazione in corso per la Festa della Liberazione in via delle Sette Chiese vicino alla basilica San Paolo e a Parco Schuster lo scorso sabato 25 aprile. Bondì dovrà comparire davanti al giudice delle indagini preliminari, assistito dal suo avvocato difensore Cesare Gai. Ha già confessato di essere stato lui a sparare contro gli attivisti dell'Anpi e di essersi sbarazzato dell'arma.

Eitan Bondì fermato per tentato omicidio e porto abusivo di armi

Gli agenti della Digos della Polizia di Stato e del Commissariato San Paolo, che indagano sul caso coordinati dalla Procura con il procuratore Lo Voi, sono risaliti a Eitan Bondì attraverso vari accertamenti. Così è scattato il fermo del ventunenne e gli agenti hanno perqusito al sua abitazione in zona Monteverde, all'interno della quale hanno trovato diverse armi. Bondì, appartenente alla Comunità ebraica, frequentava la facoltà di Architettura e lavorava come rider.

Le indagini

Gli investigatori hanno ricostruito la dinamica dei fatti e il tragitto percorso dal ragazzo in scooter, mentre si allontanava dal luogo in cui si è verificata l'aggressione. Grazie alle immagini immortalate dalle numerose telecamere di sorveglianza sono riusciti a risalire al modello esatto dello scooter. Gli agenti hanno acquisito e passato al vaglio i video. Attraverso un processo di rielaborazione grafica ad alta risoluzione, hanno estrapolato i dati parziali della targa. Intrecciando i dati con gli esiti degli approfondimenti fatti attraverso le banche dati della motorizzazione, sono riusiti a risalire al proprietario al quale è intestato lo scooter.

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