Dopo droga e violenze, la nuova trovata del Brasiliano per far parlare di sè: “Mi candido a sindaco di Roma”

Non scherzava affatto Massimiliano Minnocci, influencer ed ex ultras detto il Brasiliano, quando nelle ultime settimane ha postato sul suo profilo Instagram varie grafiche create con l'intelligenza artificiale che sponsorizzavano una sua candidatura a sindaco di Roma. In giacca, cravatta e fascia tricolore ha iniziato a promuovere a grandi linee il suo programma incentrato sulla valorizzazione delle periferie. Una vera e propria campagna elettorale che promette: "Stop ai reati, ci penso io a voi", "più case aperte, meno case chiuse", ma anche "sono cambiato io, anche Roma può cambiare".
"Una lista civica per entrare in consiglio comunale"
Dopo grafiche automatizzate e leggermente pacchiane, Minnocci quattro giorni fa ha rassicurato i suoi fan: correrà da solo con la sua lista civica, "l'unico modo per entrare in consiglio comunale senza dovermi schierare, né con la destra né con la sinistra". Perché il Brasiliano è anche realista: il suo obiettivo, dice, "non è diventare sindaco, perché guidare una città come Roma richiede competenze amministrative che io, con la quinta elementare, dove vado". Minnocci vuole entrare in Assemblea Capitolina come candidato sconfitto per "portare la voce di chi troppo spesso non viene ascoltato" e "le problematiche delle borgate e delle periferie".
Non c'è solo strategia dietro la linea attuale di non schierarsi apertamente con nessun schieramento. "Credo che il comune di Roma non debba essere di destra o di sinistra – continua il Brasiliano -. Le grandi divisioni servono per i temi nazionali. A Roma i problemi sono altri: strade rotte, quartieri abbandonati, servizi che non arrivano nelle periferie". La "voce sociale" in Campidoglio, questo promette di essere Minnocci, cresciuto fra le strade di Pietralata.
I problemi con la giustizia di Minnocci
"Il mio passato, sicuramente, creerà pregiudizi", aggiunge. Prima leader del gruppo Boys della Curva Sud della Roma, Minnocci è diventato un personaggio noto del web da una decina d'anni, diventando anche ospite fisso in trasmissioni radiofoniche e, più occasionalmente, televisive. Nel suo cambiamento possiamo forse annoverare l'abbandono dell'ideologia nazista – negli ultimi anni ha coperto i tatuaggi di svastiche e faccioni di Hitler e Mussolini -, ma ha ancora vari e seri vicende giudiziarie a suo carico. Da agosto scorso è stato messo sotto sorveglianza speciale, a dicembre 2024 è stato arrestato per aver picchiato con un bastone la sua ex fidanzata mentre era sotto effetto di sostanze alcoliche e stupefacenti. A febbraio è stato, invece, rinviato a giudizio per diffamazione: nel 2021 disse che il giornalista Massimo Giletti aveva avuto rapporti sessuali con Fabrizio Corona per averlo nella sua trasmissione.
"Ho fatto errori e li ho pagati e ancora oggi li sto pagando – continua Minnocci -, ma proprio per questo conosco una realtà che molti politici non hanno mai visto. Tante persone hanno sbagliato nella vita e oggi non hanno nemmeno la possibilità di dimostrare che sono cambiate". Anche per loro l'influencer promette di candidarsi, oltre che per l'illuminazione pubblica, assistenza agli anziani, trasparenza nell'assegnazione delle case popolari, sport, asili nido. "Poi dicono che gli italiani non fanno figli. Ti credo, gli asili costano mezzo sacco (ndr, cinquecento euro) al mese".
Il Brasiliano in Campidoglio: "Voglio fare esperienza e aiutare gli altri"
A chi gli dice che lo fa per soldi risponde: "Guadagno molto di più da influencer rispetto ad ogni attuale membro del consiglio comunale". Sulla politica, però, vola basso: "Non punto a cariche superiori al consigliere, vorrei fare esperienza, conoscere meglio questo ambiente e soprattutto rappresentare un determinato spaccato della società", aggiunge specificando, poi, di avere già una squadra alle spalle.
"Nella vita ho commesso tanti errori e voglio mettere a disposizione queste mie esperienze così altri possono evitare di farli. Non sto scherzando regà, sono pronto", conclude Minnocci nell'ultimo video postato. Resta da capire se al momento della presentazione delle liste avrà i requisiti previsti dalla Legge Severino del 2012, che impedisce la candidatura a cariche elettive a chi ha riportato condanne penali definitive per reati gravi, con pene sopra certe soglie o abbiano pagato il loro debito con la giustizia da almeno 6 anni.