"Mi sentivo invicibile, invece il Covid mi ha stroncato, mi ha distrutto" sono le parole di Diego Gianella, il trentunenne gestore della Casa Clandestina di Ostia, guarito dal Covid dopo essere risultato positivo a metà ottobre dell'anno scorso e dopo un lungo ricovero in ospedale. In tanti hanno fatto il tifo per lui, affinché si svegliasse. Centinaia i messaggi di soilidarietà e vicinanza comparsi sul suo profilo e sulla pagina della Casa Clandestina, dov'è tornato tra l'affetto dei clienti che lo hanno accolto calorosamente. In una foto pubblicata su Facebook la lieta notizia del suo risveglio, accompagnata da una sua fotografia ancora nel letto d'ospedale: "Ho resistito e ho vinto". Diego, intervistato da Fanpage.it, ha raccontato come ha vissuto la malattia e la sua esperienza con il Covid, che nonostante la sua giovane età di trentuno anni, lo ha portato ad un passo dalla morte.

"I medici divevano alla mia famiglia che sarei morto"

"Inzialmente avevo la febbre 37 poi di notte mi è schizzata a 40 e più e mi è mancato il respiro. Mi ricordo che facevo tantissima fatica a respirare e non mi reggevo in piedi". Vedendolo in quelle condizioni la fidanzata ha chiamato un'ambualnza e il personale sanitario l'ha trasporato in ospedale, dov'è iniziata la sua battaglia contro il Covid, prima al Grassi, poi trasferito allo Spallanzani, lì le sue condizioni di salute sono repentinamente peggiorate, fino a diventare gravissime. "Ogni sera i medici dicevano alla mia famiglia che non avrei superato la notte e di prepararsi al peggio". Successivamente Diego è stato trasferito al Policlinico Umberto I "era la mia unica possibilità – spiega – perché hanno l'ecmo, un macchinario, che è una sorta di polmone artificiale".

Diego Gianella si è svegliato dal coma
in foto: Diego Gianella si è svegliato dal coma

"Guarito, ho problemi muscolari e l'affanno"

Diego è rimasto in coma per circa un mese e mezzo. "Quando mi sono svegliato ero circondato da tubi, avevo paura di essere rimasto paralizzato, volevo muovere gambe e piedi, ma ero completamente stordito, non riuscivo a capire cosa fosse successo". In suo aiuto sono intervenuti i medici e la famiglia. "Strascichi del virus permanenti non li ho, rimarrà qualche cicatrice sul polmone. Attualmente ho problemi muscolari e sto facendo fisioterapia, ho l'affanno e mi stanco facendo qualsiasi cosa".

Intervista di Simona Berterame