Per la morte di Elena Baruti, studentessa diciottenne del Liceo Giulio Cesare di Corso Trieste, deceduta a seguito di un incidente stradale sulla Nomentana, la Procura di Roma indaga per omicidio stradale. Sul caso lavorano gli agenti della polizia locale di Roma Capitale del II Gruppo Parioli, diretti dal comandante Paolo Bernardi, che stanno ricostruendo la dinamica dell'accaduto, complessa e ancora da chiarire. Al vaglio le immagini riprese dalle telecamere presenti in zona, che potrebbero rivestire un ruolo di primo piano, qualora abbiano immortalato l'investimento avvenuto all'altezza dell'incrocio con via di Sant'Agnese. Da chiarire le responsabilità a carico dell'automobilista alla guida dell'Audi che ha travolto la studentessa stesse viaggiando nei limiti consentiti o se procedesse ad una velocità elevata. Il veicolo e lo smartphone sono stati sottoposti, come da prassi, a sequestro. Un altro aspetto è verificare se Elena, mentre stava attraversando la strada, camminasse sulle strisce pedonali. Nelle prossime ore saranno ascoltati alcuni amici che erano in strada con lei al momento dell'accaduto.

L'incidente in cui è morta Elena Baruti

L'investimento di cui è rimasta vittima Elena risale alla serata dello scorso giovedì 29 aprile. Secondo quanto è emerso finora in sede d'indagine la ragazza era in compagnia di alcuni amici e stava attraversando la strada, quando un'auto l'ha travolta, trascinandola per diversi metri. L'automobilista si è fermato a prestarle soccorso, mentre è partita la chiamata al Numero unico delle Emergenze 112. I paramedici arrivati in breve tempo in ambulanza, l'hanno soccorsa e trasportata in codice rosso al vicino Policlinico Umberto I. Arrivata al pronto soccorso, i medici l'hanno sottoposta agli interventi necessari e l'hanno ricoverata nel reparto di terapia intensiva con una prognosi riservata. Date le sue condizioni di salute che sono parse fin da subito particolarmente critiche, non si sono espressi sugli esiti. Elena è morta dopo due giorni di agonia, nella mattinata di domenica 2 maggio, lasciando profondamente scossi i suoi compagni di classe che avevano donato il sangue per cercare di salvarla.