Detenuto vittima di estorsione dal compagno di cella: a riscuotere i soldi erano moglie e sorella
Minacciato dal compagno di cella, che gli diceva costantemente che se non gli avesse dato dei soldi lo avrebbe aggredito, vittima di estorsione in carcere. È quando accaduto a un detenuto della casa circondariale di Latina, preso di mira da R.B., classe 1966, costretto a dare il denaro all'uomo per paura di essere picchiato in qualsiasi momento del giorno e della notte. R. B. è stato arrestato in seguito a indagini portate avanti dal Comando Provinciale dei Carabinieri di Latina in cooperazione con il Nucleo Investigativo Centrale della Polizia Penitenziaria di Roma e quello della Casa Circondariale di Latina. Insieme alla lui sono finite in manette anche la moglie e la sorella, che lo aiutavano nel suo piano di estorsione.
Secondo quanto emerso dalle indagini, R.B. comunicava con la sorella e la moglie con un cellulare che aveva fatto entrare illegalmente in carcere. Da lì organizzava tutto: il compagno di cella era stato costretto a dire alla moglie di dare i soldi alla compagna o alla sorella di R.B. o in contanti o tramite ricariche su carte postepay. Ed è stato proprio durante una di queste occasioni che la moglie era stata arrestata in fragranza: i militari, infatti, avevano documentato in diretta il passaggi di 950 euro dalle mani della moglie del detenuto ricattato a quella dell'estorsore. La sorella dell'uomo è stata trovata invece in possesso di diverse postepay con sopra circa 500 euro. Sono stati tutti arrestati con l'accusa di estorsione aggravata ed accesso indebito a dispositivi idonei alla comunicazione da parte di soggetti detenuti. Sono in corso ulteriori indagini per appurare se analoghi fenomeni estorsivi intra-carcerari siano tuttora esistenti.