Chiamato in causa di continuo, nonostante abbia già ufficializzato la sua indisponibilità, con una lettera rivolta direttamente ai cittadini e alle cittadine della capitale e non solo, David Sassoli ha ribadito di non essere in corsa per la poltrona di sindaco alle elezioni comunali del 2021 a Roma.

"Presiedere il Parlamento europeo è un grande onore e una grande responsabilità. Ringrazio le tante persone che mi esprimono fiducia auspicando una mia candidatura a sindaco di Roma, ma ribadisco, per chiarezza e correttezza verso tutti, che l'ipotesi non esiste", scrive l'esponente del Partito Democratico.

Un ‘no' quello di Sassoli motivato soprattutto per l'importanza dell'incarico che riveste e delle responsabilità che ricopre in seno alle istituzioni europee in un momento tanto delicato. "La responsabilità di un democratico si misura sul suo grado di rispetto per le istituzioni.  E le istituzioni a mio avviso non vanno mai piegate a interessi personali o di parte. Questo ci hanno spiegato le generazioni che hanno fatto la Repubblica, e io mi sento intimamente e politicamente legato a tale insegnamento. Sono sicuro che sia il mio schieramento politico sia le cittadine e i cittadini romani possano comprenderlo e condividerlo. Ringrazio comunque tutte e tutti per la considerazione nei miei confronti". 

Una presa di parola inequivocabile, con cui il diretto interessato si augura di non leggere più il suo nome nei retroscena e nei desiderata degli esponenti politici del suo stesso partito. Intanto il 14 ottobre è convocato il tavolo di colazione a cui il Partito Democratico ha chiamato a confrontarsi le forze civiche e politiche per costruire il perimetro della coalizione di centrosinistra e procedere con le elezioni primarie. Intanto sul dibattito politico del centrosinistra romano continua a incombere il nome di Carlo Calenda che, dopo aver fatto un passo indietro, è tornato a un passo da ufficializzare la sua discesa in campo. Come candidato della coalizione? Solo se senza passare per le primarie. Una condizione dura da accettare per i dirigenti dem e le forze civiche della città.