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"La zona bianca è lontana, serve al più presto il via libera per il vaccino russo Sputnik contro il Covid". Sono le parole dell'assessore alla Sanità del Lazio Alessio D'Amato, a seguito dei ritardi nella fornitura delle dosi Pfizer e nelle consegne AstraZeneca, con il conseguente rinvio a due mesi della somministrazione agli under 80. Una situazione quella che sta vivendo l'Italia, come altri Stati europei, di un forte rallentamento nelle vaccinazioni, con la campagna partita il 27 dicembre dello scorso anno, che vedeva il nostro Paese in testa per il numero di dosi inoculate. La preoccupazione di D'Amato è che le varianti del Covid rendano ancora più difficoltoso il raggiungimento dell'immunità di gregge della popolazione, per questo, spiega l'assessore in un'intervista rilasciata a La Repubblica, "l'Ema – l'agenzia europea del farmaco – deve sbrigarsi e farci sapere se lo Sputnik russo si può usare oppure no".

Il vaccino dello Spallanzani forse pronto a giugno

Il vaccino sviluppato dall'Istituto di Malattie Infettive Lazzaro Spallanzani forse sarà pronto il prossimo giugno. Un investimento costato alla Regione 5 milioni di euro, con 3,5 milioni arrivati dal Cnr. Cifre che D'Amato giudica "troppo basse, se si guarda all'amarica dove nella ricerca vengono investiti miliardi". Un altro aspetto fondamentale riguarda i tempi per il completamento del vaccino di Castel Romano, soprattutto in vista di una campagna di vaccinazione che dovrà ripetersi negli anni, proprio come quella antinfluenzale e che potrebbe permettere al Lazio e all'Italia si essere autonomi. Nel frattempo la situazione dei contagi e dei ricoveri in terapia intensiva sembra stabilizzarsi, in vista del ritorno alla zona gialla che, come prevede D'Amato "potrebbe riguardare il Lazio alla fine della prossima settimana".