Dalle doppie file agli autisti introvabili: perché a Roma i bus Atac non riescono a rispettare le corse

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Nella riunione della commissione Mobilità presieduta dal dem Giovanni Zannola, il direttore generale di Atac, Paolo Aielli, ha illustrato le ragioni delle percorrenze mancate e, in generale, i problemi che continuano a pesare sul servizio quotidiano nella Capitale.

Quattro milioni di chilometri di corse non effettuate in un anno rispetto a quanto messo in preventivo. È la cifra con cui Atac racconta le difficoltà del trasporto pubblico a Roma, soprattutto quello di superficie. Se infatti il chilometraggio delle metropolitane è in crescita (sebbene quasi esclusivamente grazie all'inaugurazione delle due nuove stazioni della Metro C), quello dei bus è in lieve flessione rispetto al 2025. La causa è legata al traffico, agli incidenti stradali, alle doppie file, alle manifestazioni e soprattutto a una cronica mancanza di autisti. Quest'ultimo aspetto, ha spiegato il direttore generale Paolo Aielli, intervenuto in commissione Mobilità, non riguarda soltanto la realtà di Roma, ma in generale il trasporto pubblico locale in tutta Italia.

Traffico e incidenti rallentano gli autobus di Roma

Nella riunione della commissione presieduta dal dem Giovanni Zannola, Aielli ha illustrato le ragioni delle percorrenze mancate e, in generale, i problemi che continuano a pesare sul servizio quotidiano nella Capitale. La velocità commerciale ipotizzata nel contratto di servizio, ha spiegato il direttore generale, era decisamente superiore a quella effettiva. Questo è dovuto al traffico, ma anche ai 3mila incidenti all'anno, oltre che ad altri eventi non prevedibili, come manifestazioni e rotture di tubature dell'acqua. Questo fa sì che la velocità commerciale reale degli autobus sia molto inferiore a quella stimata.

Atac e la carenza di autisti: servirebbero 300 assunzioni in più

Un altro fenomeno che mette in difficoltà i trasporti romani è legato alla disponibilità degli autisti. "Non riusciamo ad assumere le persone di cui avremmo bisogno. Il turn over, ovvero il saldo tra entrate e uscite, è ancora negativo. E invece, stando alle nostre esigenze, dovrebbe essere positivo di almeno 300 unità. Questa difficoltà nel reperimento di autisti – ha dichiarato Aielli – è tuttavia comune alle aziende di trasporto pubblico locale in tutta Italia. Questo lo dico per distinguere i problemi specifici della nostra realtà, come possono essere i problemi legati alla velocità commerciale, da quelli che sono in comune con tutto il settore". In più, a queste difficoltà se n'è aggiunta un'altra legata alle temperature estreme fatte registrare quest'estate, che hanno avuto effetti sulle percorrenze dei bus elettrici.

Quattro milioni di chilometri non percorsi, metro in crescita grazie alla Metro C

Questo insieme di fenomeni imprevisti ha determinato 4 milioni di chilometri non percorsi dagli autobus di Atac. Un dato leggermente inferiore rispetto all'anno precedente, ma ancora rilevante e molto significativo. "Queste sono le ragioni che hanno determinato questo andamento stazionario e di lieve riduzione per la superficie. Per la metro c'è stato invece un incremento, sostanzialmente dovuto alla metro C e all'apertura delle nuove stazioni. Stabili metro A e metro B", ha spiegato Aielli.

Cosa diceva il contratto di servizio Atac

Per avere un'idea delle dimensioni del problema, il contratto di servizio Atac prevedeva per il 2026 una produzione di 98 milioni di vetture-chilometro per il trasporto di superficie, tra autobus, filobus e tram. I quattro milioni di chilometri non effettuati rappresentano quindi, in termini indicativi, poco più del 4 per cento del totale programmato. Per la metropolitana, invece, la produzione prevista sale da 51 milioni di vetture-chilometro nel 2025 a 55,6 milioni nel 2026, soprattutto grazie all'incremento della Metro C.

Questi sono i chilometraggi stabiliti dal contratto di servizio:

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