Francesco Vaia (La Presse)
in foto: Francesco Vaia (La Presse)

"Una delle cause che portano alla formazione dei focolai di coronavirus è determinata da errori o irresponsabilità individuali" a dirlo Francesco Vaia, direttore sanitario dell'ospedale Lazzaro Spallanzani di Roma. Vaia ha ricordato che "chi ha sintomi deve stare a casa ed astenersi da qualsiasi attività comunitaria o di frequenza di altre persone di quando non è certo della sua non positività al virus". Oggi, martedì 22 settembre nel Lazio si è registrato il più alto numero di casi di coronavirus da inizio emergenza, con 238 positivi, di cui 141 a Roma città e quattro morti da Covid-19 nell'intero territorio della regione. All'Istituto nazionale di Malattie Infettive aumentano i pazienti più gravi affetti da coronavirus, ricoverati nel reparto di terapie intensiva: oggi sono 14, a fronte dei tre registrati il mese scorso.

"Coronavirus spietato con gli anziani"

"L'aumento delle terapie intensive è dovuto essenzialmente a un aumento consequenziale dell'età media e delle patologie concomitanti, soprattutto in persone anziane" ha detto il direttore dello Spallanzani Vaia: "Il virus non ha pietà per i più anziani, bisogna intervenire sul territorio, potenziando le cure domiciliari nelle città, immaginando spazi della socialità, come una grande co-housing, ad esempio a Roma, che metta insieme giovani e anziani" ha spiegato all'agenzia Agi.

"Italia circondata da Paesi con virus in crescita"

"L'Italia è circondata da Paesi nei quali il coronavirus è in fase di grande crescita, bisogna intervenire a livello europeo per attività di testing negli aeroporti, porti e stazioni". All'Adnkronos il direttore dell'ospedale Spallanzani ha spiegato che "i report di questi giorni ci dicono che siamo nella coda del fenomeno di ritorno dalle vacanze e i contagi avvengono attraverso contatti intra familiari o per cluster riconducibili a comunità di stranieri residenti soprattutto per motivi di lavoro".