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Elezioni regionali Lazio 2023

Chi votare alle elezioni regionali nel Lazio 2023: i programmi dei candidati a confronto

Si voterà per le elezioni regionali del Lazio nelle giornate di domenica 12 e lunedì 13 febbraio 2023. All’interno il confronto del programma dei principali tre candidati alla presidentza sui temi centrali della campagna elettorale nel Lazio.
A cura di Enrico Tata
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Elezioni regionali Lazio 2023

Domani, domenica 12 febbraio, e lunedì 13 febbraio si vota per le elezioni regionali nel Lazio. I seggi saranno aperti dalle ore 7 alle ore 23 di domenica e dalle 7 alle 15 di lunedì. I principali candidati alla presidenza della Regione Lazio sono Donatella Bianchi, Movimento 5 Stelle, Alessio D'Amato, centrosinistra, Francesco Rocca, centrodestra. Rocca parte con il favore dei pronostici, almeno secondo gli ultimi sondaggi pubblicati, ma D'Amato potrebbe recuperare terreno con il voto disgiunto. Ricordiamo che non è previsto ballottaggio. Secondo un sondaggio realizzato dalla società Euromedia Research di Alessandra Ghisleri, i temi più importati per i cittadini del Lazio sono gestione dei rifiuti, salute e lavoro e nelle ultime settimane proprio su queste priorità si è sviluppato il dibattito tra gli aspiranti alla presidenza della Regione Lazio. Di seguito, metteremo a confronto il programma dei principali candidati per permettere agli elettori di arrivare preparati all'appuntamento elettorale.

I temi della campagna elettorale: rifiuti

Nel suo programma, Rocca non fa praticamente mai riferimento al tema rifiuti. Si parla genericamente della tutela ambientale: "Va finalmente impostata una politica di tutela attiva dell’ambiente e del paesaggio che conduca al superamento di posizioni ideologiche che, nel nome della protezione e valorizzazione del patrimonio ambientale esistente, da noi del tutta condivisa e riaffermata, hanno ingessato il possibile sviluppo di ipotesi di pianificazione del territorio innovative e votate alla crescita della nostra Regione". Viene fatto riferimento alla "situazione ambientale della Valle del Sacco", "un'emergenza che non va sottovalutata" e una "vera e propria bomba ecologica".

Per Donatella Bianchi, invece, il tema dei rifiuti è centrale nel programma e sono tante le pagine dedicate all'argomento ambiente. Viene escluso ogni ricorso "a impianti di incenerimento o di termovalorizzazione, opere non virtuose, non sostenibili, che non guardano al futuro e che contrastano con la normativa regionale e con le prerogative europee incentrate sulle politiche di transizione ecologica. Uno scenario ulteriormente pericoloso è dato dal coincenerimento di rifiuti presso cementerie o impianti che usano combustibili solidi come centrali a carbone. Con programmi di riduzione della produzione di rifiuti a monte del sistema, con piani di riuso, raccolta differenziata e recupero di materia, la quantità di rifiuti da incenerire sarà sempre minore e in futuro si dovrà programmare la dismissione di tali impianti". Secondo la candidata del Movimento 5 Stelle, l'attuale gestione dei rifiuti "presenta criticità in ogni suo aspetto, incluso il modello di gestione adottato. Non c’è una pianificazione credibile, le misure di prevenzione sono pressoché inesistenti, si ricicla poco, si recupera materia male e si smaltisce peggio".

Nel suo programma, Alessio D'Amato promette che il Lazio sarà "Regione in prima fila nella transizione ecologica, negli investimenti per le fonti energetiche rinnovabili e nelle filiere della produzione energetica, uno dei punti di forza della nostra strategia di reindustrializzazione, nel portare la circolarità nelle nostre filiere produttive. Ma sostenibilità è anche il ciclo dei rifiuti. Negli scorsi anni i passi avanti sono stati molti. Abbiamo portato la raccolta differenziata dal 16,5% al 56,5%, abbiamo approvato il Piano regionale dei Rifiuti".  Il candidato del centrosinistra promette la realizzazione di "impianti necessari al riuso e al riciclo dei materiali, tra cui anche centri del riuso e composterie di comunità, poiché Il recupero di materia – in particolare nel caso delle “materie rare”, cruciali nell’economia digitale e rinnovabile – è obiettivo primario delle strategie comunitarie, nazionali e regionali".

Elezioni Lazio 2023, cosa dicono i programmi sulla sanità

La sanità è centrale nel programma di Alessio D'Amato, attuale assessore regionale, che rivendica il lavoro svolto in questi anni, "in particolare durante l’emergenza COVID", "un manifesto della mia idea di governo e della mia capacità di attuarla con fatti concreti". Il candidato del centrosinistra ricorda che nei prossimi anni ci sarà "il più imponente piano di investimenti mai realizzato sulla rete ospedaliera regionale. 2,8 miliardi di euro per l’ammodernamento, la messa in sicurezza e l’acquisto di nuove tecnologie. A queste risorse si aggiunge una specifica misura del PNRR, dedicata al parco tecnologico e digitale ospedaliero". D'Amato propone anche una "rivoluzione" nella medicina territoriale, con ospedali e case di comunità. Due priorità per l'assessore sono il piano ‘Svuota Pronto Soccorso' e il piano per il taglio delle liste d'attesa: "In tutta Italia l’emergenza Covid ha portato ad insopportabili ritardi nell’erogazione delle prestazioni “ordinarie”. Nel 2021, con un Piano di recupero delle liste di attesa, abbiamo recuperato oltre il 98% delle prestazioni non erogate durante il confinamento sociale dell’anno precedente. Per aggredire i ritardi, nel 2022 abbiamo approntato un secondo Piano. Un impegno di risorse significativo a favore delle aziende sanitarie e ospedaliere della regione, con specifici criteri e precisi obiettivi".

Nel suo programma, Francesco Rocca mette in evidenza le "ataviche criticità" che presenta il servizio sanitario regionale: "Abbiamo intenzione di affrontarle con metodo e serietà per offrire ai cittadini laziali gli stessi diritti oggi già garantiti in molte regioni italiane.Affronteremo da subito la questione delle liste di attesa e dei pronto soccorso". Tra le proposte del candidato del centrodestra c'è quella di centralizzare "le prenotazioni delle prestazioni e delle agende di tutte le strutture sanitarie, pubbliche e private accreditate"." La parola chiave della nostra azione di governo nella sanità, sarà la prossimità, portare cioè le cure a casa dei cittadini, prima ineguagliabile forma di prevenzione da ogni malattia", si legge ancora nel programma del centrodestra. Infine, l'intenzione di Rocca è quella di restituire la struttura dell'ex ospedale Forlanini alla sanità regionale.

Medicina di prossimità e abbattimento delle liste d'attesa sono al centro anche del programma di Donatella Bianchi, in cui si legge: "Medicina di prossimità, attività mirate di prevenzione e cura, presa in carico dei malati cronici, fragili e non-autosufficienti, investimenti per la riqualificazione delle strutture ospedaliere di proprietà pubblica e per l’abbattimento delle liste di attesa, la sperimentazione di nuove forme e percorsi di formazione e specializzazione clinica per i giovani medici, progressive internalizzazioni e piani assunzionali per incrementare il personale, dovranno concorrere a ridisegnare l’offerta e la rete dei servizi sanitari regionali da effettuarsi anche attraverso il confronto con gli enti locali e le parti sociali e mettendo al centro la persona".

Il confronto tra i programmi sulle politiche del lavoro

Nel suo programma sul lavoro, Alessio D'Amato punta su formazione e politiche attive per l'inserimento lavorativo, con ad esempio il potenziamento dei centri d'impiego e dell'orientamento. L'assessore spiega che occorre "aumentare il peso dell’occupazione femminile con un’azione congiunta per l’avvio al lavoro e per la conciliazione vita-lavoro e da promuovere l’occupazione giovanile, favorendo un ingresso dignitoso delle nuove generazioni nel mercato del lavoro. E c’è la necessità di formare lavoratrici e lavoratori che siano protagonisti delle sfide che il tessuto produttivo del Lazio deve affrontare in questi anni: a partire dalla trasformazione digitale e quella verde". D'Amato propone anche un "reddito del cittadino in formazione", uno strumento destinato a disoccupati giovani e adulti, a giovani in cerca di prima occupazione, a donne con figli a carico in cerca di ricollocazione, a persone in condizione di temporanea difficoltà, a lavoratori e lavoratrici in difficoltà di fronte alle crisi e alle trasformazioni economiche in atto".

Rocca mette al centro soprattutto il collegamento tra scuola e mondo del lavoro e l'inclusione lavorativa per le persone con disabilità, alle quali è dedicato un piano ad hoc. Secondo il centrodestra "la gestione Zingaretti ha concepito una separazione tra scuola, formazione professionale e mondo del lavoro. Al contrario, noi li concepiamo come momenti consecutivi della crescita del cittadino". Per Rocca è necessario "raccordare le politiche dell’educazione, dell’istruzione, dell’orientamento, della formazione professionale e dell’occupazione per la progressiva costruzione di un sistema integrato regionale che renda effettivo il diritto all’apprendimento per tutti, anche attraverso la flessibilità dei percorsi, promuovendo la collaborazione con il territorio, il mondo del lavoro, le sedi della ricerca scientifica e tecnologica".

Donatella Bianchi propone in primo luogo l'istituzione di un reddito di cittadinanza regionale. In secondo luogo propone la "soppressione della maggiorazione Irap alle imprese che assumono a tempo indeterminato giovani under 35, neo mamme o percettori di reddito di cittadinanza abili al lavoro". Secondo la candidata del Movimento 5 Stelle, i centri per l'impiego andrebbero riformati "con inserimento di personale formato e qualificato, tra cui i navigator" e andrebbe creata "una rete regionale tra istituzioni, parti sociali, enti di formazione, scuole e università, per rafforzare l’incontro tra domanda e offerta". Questi centri per l'impiego riformati dovrebbero essere 100 su tutto il territorio regionale.

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