“Cerco casa in affitto, non vogliono animali: dovrei scegliere fra il cane e un tetto sopra la testa”
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"Se hai animali, scordati di venire a vivere a casa mia". Sono almeno venti le porte in faccia che ha ricevuto Eva (nome di fantasia, ndr), che da mesi sta cercando casa con la sua famiglia a Roma. "Il problema sta diventando sempre più grave e da due mesi a questa parte lo stiamo vivendo anche noi sulla nostra pelle", spiega, facendo riferimento alla situazione di Ostia, raccontata da Giuliana a Fanpage.it qualche giorno fa. "Sono tutti B&b, quelle poche case disponibili che ho trovato insieme a mio marito non ci vogliono più quando scoprono che abbiamo due cani", aveva detto.
Una condizioni comune che, aggiunta ai prezzi mensili per sta portando all'esasperazione tutte le persone in cerca di un affitto.
La storia di Eva: "Abbiamo un cane, tutti ci mandano via"
"Siamo una famiglia composta da due adulti, un figlio minorenne e un cane. Da circa due mesi cerchiamo disperatamente un appartamento in affitto, ma trovare un proprietario disposto ad accettarci sembra ormai un'impresa impossibile – esordisce Eva – Abbiamo contattato circa venti proprietari e agenzie immobiliari, ricevendo sempre la stessa risposta: No animali".
Ma quello di Eva non è un caso isolato e, talvolta, il veto imposto dai proprietari si estende anche ai figli piccoli. "Presento garanti e garanzie, ma negli ultimi mesi ho ricevuto solo rifiuti: il motivo è sempre mio figlio. I proprietari non vogliono un minore dentro casa loro", aveva già spiegato sul tema anche Raffaella qualche giorno fa.
"Solo contratti transitori: il mercato degli affitti è sempre peggio"
Eva cerca casa da due mesi. Il quadro che emerge dalla sua ricerca è a tratti drammatico: "Il mercato degli affitti è già estremamente difficile: la maggior parte degli appartamenti disponibili viene proposta con contratti transitori, mentre le poche soluzioni abitative a lungo termine rimaste sono spesso accompagnate dal divieto di tenere animali domestici – ribadisce – Comprendo perfettamente che alcuni proprietari possano aver avuto esperienze negative con precedenti inquilini e che vogliano tutelare i propri immobili. Ma è giusto che tutte le famiglie con animali debbano pagare per il comportamento irresponsabile di pochi?", si chiede.
"Siamo persone responsabili, disposte a rispettare l’immobile e a rispondere di eventuali danni. Spesso, inoltre, vengono richieste garanzie economiche importanti, tra cauzioni e mensilità anticipate, che possono arrivare complessivamente anche a quattro o cinque mensilità. Non basta già questo a ripagare eventuali danni? Perché, allora, escludere a priori una famiglia soltanto perché possiede un cane, senza nemmeno darle la possibilità di dimostrare la propria affidabilità?", si domanda.
Animali: "Inutile fare campagne di sensibilizzazione se poi non possiamo tenerli a casa con noi"
Oltre a far valere i suoi diritti Eva diventa ancora più critica, pensando agli animali stessi. "Da una parte si promuovono giustamente campagne contro l’abbandono degli animali, si incoraggiano le adozioni dai canili e si ricorda che un animale è un membro della famiglia. Dall’altra, però, chi sceglie di prendersene cura si trova spesso davanti a una scelta assurda: rinunciare al proprio animale oppure rinunciare alla possibilità di trovare una casa – dice con fermezza – Credo sia arrivato il momento di affrontare seriamente questo problema, anche attraverso una regolamentazione più chiara dei contratti di locazione, che tuteli sia i proprietari sia gli inquilini con animali domestici".
E da persona che cerca casa avendo anche un animale nella sua famiglia propone delle soluzioni: "Si potrebbe prevedere assicurazioni specifiche per eventuali danni causati dagli animali, offrendo così maggiori garanzie ai proprietari o consentire agli inquilini di presentare una documentazione o una dichiarazione scritta da parte dei condomini del precedente stabile, che testimoni come il cane non abbia mai arrecato disturbo, provocato danni o creato problemi di convivenza – spiega Eva – In questo modo, un proprietario avrebbe la possibilità di valutare concretamente il comportamento dell’animale, anziché rifiutare automaticamente una famiglia per la sua presenza".
Inoltre, ovviamente, la priorità assoluta per Eva è proprio quella di cambiare il sistema di ricerca case e affitti. "Sarebbe opportuno introdurre strumenti di tutela che limitino l’esclusione indiscriminata delle famiglie con animali domestici, favorendo una valutazione basata su elementi concreti e non su pregiudizi – ipotizza – Il nostro cane fa parte della nostra famiglia e non vogliamo essere costretti a scegliere tra lui e un tetto sopra la testa.