Centurione tenta di rapinare due volontari in centro a Roma: “La giornata me la pagate voi”

Era già pronto, con l’armatura da centurione indosso, per iniziare a lavorare e farsi fotografare con i turisti, invece ha tentato una rapina. Mercoledì 22 aprile, poco prima dell’una, tra via Cavour e piazza San Francesco di Paola, il 33enne ha aggredito due volontari per farsi consegnare il denaro che stavano raccogliendo. È stato fermato dalla polizia e il giorno dopo processato per direttissima. Il suo arresto è stato convalidato dal giudice per le indagini preliminari, che ha disposto anche l'obbligo di firma tre volte a settimana.
"Datemi i soldi e non vi faccio niente"
I due volontari, appartenenti alla comunità Lautari per il recupero di persone con dipendenze da sostanze e gioco d’azzardo, avevano appena concluso il turno al banchetto e stavano per rientrare in auto quando l’uomo vestito da centurione si è avvicinato e ha iniziato a minacciare: "Oggi la giornata me la pagate voi, datemi i soldi e non vi faccio niente".
Prima ha tentato di sottrarre le chiavi dell’auto e, non riuscendoci, ha aperto lo sportello posteriore afferrando il pos utilizzato per le donazioni. Nell’altra mano stringeva una bottiglia di birra vuota, con cui ha continuato a intimidire le vittime mentre colpiva l’auto con calci. "Oggi ci scappa il morto", avrebbe urlato durante l’aggressione. Quando uno dei volontari ha provato a riprendersi il dispositivo, è stato colpito con un pugno al volto. A quel punto l'altro ha contattato il 112.
Il centurione era già sotto processo per stalking
Gli agenti del commissariato Esquilino sono intervenuti in pochi minuti e lo hanno bloccato, nonostante un comportamento definito "ostile e aggressivo". Per lui sono scattate le accuse di rapina e resistenza a pubblico ufficiale.
Come riporta il Messaggero, il giorno successivo il 33enne si trovava già in tribunale a piazzale Clodio per un altro procedimento: è imputato per stalking nei confronti di una ex compagna. La donna ha raccontato una relazione breve segnata da comportamenti violenti: "Quando era geloso diventava aggressivo e se aveva bevuto o assunto altre droghe, la situazione peggiorava". Nei suoi confronti è già in vigore un divieto di avvicinamento con braccialetto elettronico.
Dopo quella prima udienza, l’uomo è stato portato davanti al giudice monocratico per rispondere dell’aggressione ai volontari. Il pubblico ministero aveva chiesto la custodia cautelare in carcere, ma il giudice ha disposto l’obbligo di firma in commissariato.