Carabella alla piscina di Tor Tre Teste: contestato dalle donne, poi la Digos lo scorta fuori

Scortato fuori dalla Digos, mentre mangia della porchetta. Si è conclusa così la protesta di Simone Carabella, che aveva manifestato l'intenzione di impedire l'apertura di due ore dedicata a sole donne nella piscina di Tor Tre Teste a Roma. Oggi, mercoledì 5 agosto, si è infatti svolto il primo momento tutto al femminile nell'impianto, organizzato dalla Comunità Islamica di Roma e dai gestori. Si tratta, come detto, di due ore in cui nella piscina possono accedere solo donne. Un'iniziativa che ha suscitato delle critiche, tra le quali quelle dell'influecer di destra.
"Non stiamo togliendo il diritto a nessuno"
Fanpage.it era sul posto e ha chiesto a una delle donne presenti, Aimen, come nasce l'iniziativa e perché: "Per offrire uno spazio in totale riservatezza alle donne musulmane che seguono determinati precetti religiosi. Non è dedicata solo a loro, ma a tutte le donne, di qualsiasi fede, nazionalità e colore della pelle. È un'opportunità per venire a rilassarsi, passando del tempo con altre donne in totale riservatezza e sicurezza".
Aimen spiega come le donne della comunità islamica di Roma si aspettavano che sarebbero arrivate delle polemiche. Non sono infatti mancate le critiche di chi, come ad esempio quella di Fabio Rampelli ha definito l'inizaitiva come qualcosa di discriminatorio nei confronti degli uomini. Il vicepresidente della Camera dei deputati ed esponente di spicco di Fratelli d'Italia, ha parlato di sharia e norme islamiche, dando contro al Pd per il sostegno. "Sicuramente ci aspettavamo che l'iniziativa sarebbe stata strumentalizzata" prosegue Aimen.
"La realtà dei fatti, come potete vedere, è che stiamo semplicemente usufruendo di una piscina privata. Le donne che vengono pagano direttamente la struttura. Inoltre è un orario in cui l'impianto resterebbe normalmente chiuso. Non stiamo togliendo il diritto di venire a nessuno".
"I quartieri romani rifiutano la propaganda razzista"
Nella piscina oggi non c'erano solo donne musulmane, ma anche cittadine che sostengono l'iniziativa: "Abbiamo ritenuto di essere qua oggi perché crediamo sia vergognoso che si utilizzi quella che è l'apertura di una struttura privata per due ore alla settimana a sole donne, per alimentare l'islamofobia, la propaganda razzista e le divisioni" commenta Margherita, di Movimento per il Diritto all'Abitare e Donne di Borgata. Carabella, che è arrivato nel pomeriggio in piscina, all'orario d'apertura riservato a sole donne è stato accompagnato fuori dalla Digos. Lui è uscito dall'impianto dicendo: "Rispetto cosa mi dice di fare lo Stato italiano, rappresentato dalle forze dell'ordine ed esco" mangiando porchetta.
"Questa modalità di agire non è nuova tra i cosiddetti ‘influencer del degrado' come Carabella, che hanno come scopo proprio quello di creare divisioni e contenuti basati sull'odio, mentre i quartieri rifiutano queste inizative – continua l'attivista – Ci domandiamo con che coraggio sia qua a ‘difendere le donne".
Servizio di Simona Berterame, articolo di Alessia Rabbai