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Elezioni comunali Roma 2021
14 Ottobre 2021
15:50

Calenda a Fanpage.it: “Pd attento ad alleanza con 5 Stelle, Raggi spaccherà Movimento”

“Tra Gualtieri e Michetti non c’è paragone: di Gualtieri ho stima, Michetti dice cose assurde. Raggi? Il Movimento 5 Stelle è in una crisi profondissima e a mio avviso si spaccherà, tra l’area di Conte, Di Maio e l’area di Di Battista, Raggi e Grillo. Penso che il Pd debba stare molto attento a prendere come perno dell’alleanza un movimento che si sta polverizzando”, ha dichiarato Carlo Calenda a Fanpage.it.
A cura di Enrico Tata
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Carlo Calenda, leader di Azione, è stato il terzo candidato sindaco più votato al primo turno delle elezioni di Roma, conquistando quasi il 20 per cento delle preferenze. Non ha dato indicazioni di voto per il ballottaggio tra Roberto Gualtieri ed Enrico Michetti, ma ha detto che voterà il candidato del centrosinistra a titolo personale. A Fanpage.it ha spiegato le ragioni di questa scelta.

Gualtieri può essere un buon sindaco? Quali sono invece i suoi ‘problemi’?

Il primo problema di Gualtieri è che si porta dietro una classe dirigente, quella del Pd romano, che è partecipe nell'aver bloccato Roma. Di Gualtieri ho stima, è una persona che conosce bene l'Europa e che in Europa ha lavorato molto bene. Purtroppo un'altra cosa è amministrare Roma con quella classe dirigente e per questo noi resteremo all'opposizione. Ma io ho ritenuto di dover dire con chiarezza come la penso tra Gualtieri e Michetti. Quest'ultimo non ha un programma, dice cose assurde e ieri ha rivendicato di non essere mai stato a Bruxelles… E questo non è un titolo di vanto per chi vuole amministrare una grande capitale europea. Beh, tra loro due secondo me non c'è paragone.

In caso di vittoria al ballottaggio, collaborerete con Gualtieri? Ha già suggerito magari qualche assessore?

Quello che faremo è collaborare non suggerendo assessori, perché è un impegno che abbiamo preso con la lista civica. La rifondazione della politica italiana deriva dalla capacità di rimanere coerenti e trasparenti. Noi non suggeriremo assessori, quindi, ma collaboreremo sul programma. Gli elettori ci hanno votato su un programma e non su un posizionamento politico perché, lo ricordo, non mi sono presentato come leader di Azione, ma con una lista civica. E sul programma batteremo. Le persone che entrano in Assemblea Capitolina sono super qualificate, conoscono benissimo Roma, benissimo la questione dei rifiuti e quindi daranno sempre un contributo costruttivo.

Michetti è ‘invotabile' secondo lei?

Lui si è affermato come speaker di una radio no vax. Non è un neofascista, ma un furbacchione: dice tutto e il contrario di tutto e soprattutto non ha una preparazione, non ha mai gestito niente e non può gestire Roma. Esattamente lo stesso problema di Raggi. E soprattutto le cose che dice sono di una enorme superficialità.

Il futuro di Azione? Pd e 5 Stelle sembrano intenzionati ad andare avanti con questa alleanza. E voi?

Il Movimento 5 Stelle è in una crisi profondissima e a mio avviso si spaccherà, tra l'area di Conte, Di Maio e l'area di Di Battista, Raggi e Grillo. Penso che il Pd debba stare molto attento a prendere come perno dell'alleanza un movimento che si sta polverizzando. Il percorso di Azione è quello che abbiamo definito dall'inizi: io credo intanto che la politica si faccia andando a riprendere il consenso come abbiamo fatto a Roma, con il lavoro duro, appassionato e idealista.

Secondo lei, quindi, Raggi guiderà la fronda interna ai 5 Stelle?

Io credo che Raggi stia cercando di saldarsi con quel pezzo di 5 Stelle rimasto al ‘Vaffa'. Raggi è stata un disastro, è stata la sindaca che ha preso meno voti in una ricandidatura nella storia d'Italia. Giudizio impietoso da parte dei cittadini, ma a loro non interessa, perché la loro cultura non è mai di governo, ma sempre ‘contro', un po' come i sovranisti.

È stato alla sede della Cgil dopo l’assalto di sabato. Perché era importante esserci?

Ci sono delle cose che proprio non si possono accettare. Quando accadono, tutto il Paese deve prendere una posizione. Io sono lontano dalla Cgil su molti temi, ma ho gestito con loro tanti tavoli di crisi e sono persone serie. Tutte le forze politiche devono spiegare che un atto di questo tipo non ha cittadinanza in Italia e il fatto che la destra non riesca a farlo è gravissimo.

La destra a suo avviso non ha preso le distanze come avrebbe dovuto?

Non credo che alcun partito di destra voglia il ritorno del fascismo, però è chiaro che dentro la destra italiana c'è un non detto che ha delle conseguenze. Una di queste riguarda le alleanze internazionali: Salvini e Meloni sono alleati con franchisti, neonazisti, estremisti… Non si può, un Paese non può essere affidato a questa gente finché non ci sarà un taglio netto e chiaro. E questo taglio non ci sarà perché Meloni ce l'ha nel suo dna, è la sua epica, l'epica ‘missina', perché la sente ancora, perché ha fatto parte di quella storia… il suo racconto, i gabbiani, gli hobbit, tutte ‘ste cazzate' qua. Non si sgancia da questo e questo dimostra che non ha maturità per governare.

Ha conquistato quasi il 20 per cento, è arrivato davanti a Raggi, una campagna elettorale lunghissima. Ne è valsa la pena? Lo rifarebbe?

Cambierei alcune cose: ho fatto una lista sola, il massimo della coerenza e del controllo, ma ho perso tutto un voto che invece avrei potuto prendere. Tornando indietro farei più liste sempre cercando di mantenere un controllo sulla qualità. È stato molto bello, sono romano, ma Roma non la conosce nessuno tutta. Roma è immensa, sterminata e varia soltanto da candidato sindaco puoi conoscerla a fondo. Mi sono innamorato di nuovo della mia città, non per il Colosseo o i Fori, ma per le tante cose diverse che ho visto, dei quartieri uno diverso dall'altro. Quindi è stata un'esperienza emotiva e culturale molto importante per me.

Perché allora non resta in Assemblea capitolina?

Non resto in Campidoglio perché in questo modo faccio entrare nello specifico un ragazzo, un fuoriclasse assoluto sul ciclo dei rifiuti, che lo farà a tempo pieno, cosa che non potrei fare io perché non solo sono al Parlamento Europeo, ma sono anche un leader di partito. E poi questo è stato l'impegno della sua vita, che lo faccia lui. Largo ai giovani, dove si può.

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