Calci e pugni a due infermiere ‘accusate' da due donne di non aver assistito immediatamente un loro caro: è successo domenica mattina alla casa di cura privata Città di Aprilia. Un episodio costato molto caro alle due signore, che sono state denunciate dai carabinieri. Dopo aver picchiato le due operatrici, hanno devastato il pronto soccorso della clinica: non solo quindi le infermiere hanno avuto bisogno di essere curate in ospedale, ma il pronto soccorso è stato chiuso fino alle 14. Le persone che quindi avrebbero avuto bisogno di essere assistite, non hanno potuto rivolgersi alla clinica per diverse ore. A quanto si apprende, le due donne – madre e figlia di 46 e 73 anni – hanno portato al pronto soccorso un loro caro di 78 anni, rispettivamente padre e marito delle due signore. Qui hanno cominciato a lamentare ritardi dell'assistenza e dopo aver cominciato a insultare le due infermiere, le hanno aggredite con calci e pugni, per poi passare a devastare il pronto soccorso.

La condanna del sindaco di Aprilia

Sul caso è intervenuto il sindaco di Aprilia Antonio Terra, che ha condannato durante l'episodio. "Questa mattina – ha scritto Terra in una nota – il pronto soccorso della Clinica Città di Aprilia è stato messo letteralmente sottosopra da due donne che lamentavano ritardi nell’assistere un proprio familiare. Le due persone hanno pensato bene di risolvere una presunta criticità, ‘alla vecchia maniera', aggredendo con violenza le infermiere che stavano svolgendo il proprio lavoro.Risultato: pronto soccorso chiuso fino alle ore 14 e due infermiere in ospedale, questa volta non per assistere ma per farsi medicare. Oltre alla condanna di un’aggressione inaccettabile e assolutamente non giustificabile (condanna che esprimo a nome dell’intera città), vorrei sottolineare questo curioso aspetto: i fatti gravi di questa mattina dimostrano bene come la violenza non risolva mai i problemi, ma li aggravi. Per questo, oltre ad essere immorale, è anche piuttosto stupida".