Blitz degli influencer sovranisti in V Municipio: schiaffo a Zossolo dopo aver strappato bandiera palestinese, caos in aula
Ha collaborato Simona Berterame
Che avrebbero provato a fare lo show era stato ampiamente preannunciato e, infatti, il teatrino è andato in scena. Questa mattina alcuni degli ormai noti “influencer del degrado”, personaggi che hanno costruito la propria visibilità pubblicando soprattutto contenuti legati a situazioni di sofferenza e marginalità, si sono presentati nella sede del V Municipio, dove era in corso la discussione sulla mozione contro l’islamofobia e il razzismo antimusulmano, per “prendere la parola” e, secondo quanto avevano annunciato sui social, “smascherare” la sinistra. La mozione, già discussa nei giorni scorsi e il cui voto era stato rinviato, è tornata oggi in aula.
Proprio in vista della loro presenza, al Municipio è stato organizzato anche un presidio da parte di associazioni, realtà antifasciste, spazi sociali e persone che vivono e animano il territorio, con l’obiettivo di contestare la campagna islamofoba e razzista che ormai da tempo gli influencer sovranisti stanno tentando di mettere in atto (da ricordare quando Carabella si presentò con un panino con la porchetta alla festa islamica dell'Eid al-Adha a Villa Gordiani a Roma: furono gli stessi organizzatori ad accoglierlo, portandogli un panino). La mattinata si è svolta più o meno tranquillamente fino all’intervento di Massimiliano Zossolo, fondatore della pagina social Welcome to Favelas. Durante il suo intervento Zossolo ha strappato una bandiera palestinese, scatenando il caos in aula. Un gesto che ha avuto come effetto quello di far esplodere la tensione e che si è concluso con il suo allontanamento dall’aula da parte degli agenti della Polizia Locale di Roma Capitale. Mentre usciva dall'aula, Zossolo è stato schiaffeggiato da un altro manifestante.
Che la situazione sarebbe stata carica di tensione era già chiaro. Da giorni Welcome to Favelas, Carabella e le pagine collegate, che hanno fatto network tra loro, lanciano messaggi di allarme parlando di una presunta islamizzazione di Roma, oltre a millantare speculazioni e accordi economici. Si trattava, in realtà, dell’istituzione di un tavolo contro le discriminazioni religiose, per raccogliere eventuali segnalazioni di episodi di intolleranza, oltre ad avviare una ricognizione degli spazi del territorio destinati a luoghi di culto, per procedere alla messa in sicurezza e alla regolarizzazione urbanistica. Il V Municipio, infatti, è uno dei più multietnici della Capitale. La mozione serve proprio a riconoscere questa specificità e ad adottare misure inclusive che tengano conto delle esigenze di tutti i suoi residenti. Non per gli influencer di estrema destra che, tra una diretta social e l’altra contro persone che non hanno possibilità e strumenti per difendersi, hanno organizzato una vera e propria chiamata alle armi per “difendere Roma”.