È morto don Piero Vergari: aveva 90 anni e fu indagato per il sequestro di Emanuela Orlandi

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Emanuela Orlandi a sinistra, a destra don Vergari.
Aveva 90 anni, i funerali sono previsti oggi a Sigillo, in provincia di Perugia dove era nato. Prima di morire è stato ascoltato dalla commissione d’inchiesta per il caso di scomparsa di Emanuela Orlandi.

È morto don Piero Vergari. Aveva 90 anni, era nato in provincia di Perugia e aveva svolto gran parte della sua attività sarcedotale a Roma. Il suo nome è noto anche per essere stato iscritto nel registro degli indagati in merito al caso di scomparsa di Emanuela Orlandi, nell'ambito del quale figurò come indagato con le accuse di concorso in sequestro di persona e occultamento di cadavere."Un atto dovuto", secondo quando riferito dalla Procura di Roma che si occupava delle indagini, all'epoca. Ma il nome di Vergari torna spesso nel caso Orlandi e, soprattutto, con i collegamenti che riguardano la Banda della Magliana.

Chi era don Piero Vergari: i funerali domani a Sigillo

Don Piero Vergari aveva 90 anni: era nato nel 1936 a Sigillo, comune in provincia di Perugia. I funerali saranno celebrati nella giornata di oggi, sabato 7 novembre alle ore 15.30 a Sigillo, sua città natale. A rendere nota la sua morte è stato il sito della Diocesi di Assisi – Nocera Umbra – Gualdo Tadino con una nota. Era stato incardinato proprio nella diocesi di Nocera Umbra nel 1960 e ordinato presbitero nella chiesa di Sant’Andrea a Sigillo il 23 luglio del 1961. È stato canonico del Capitolo della concattedrale di Santa Maria Assunta a Nocera Umbra e insegnante di religione.

Negli anni a Roma, ha ricoperto il ruolo di impiegato presso la Santa Sede e di Direttore diocesano dell’Unione apostolica del clero per la Diocesi di Roma. In particolare, nella Capitale, inoltre, è stato rettore di Sant'Apollinare, la basilica che si trova accanto alla scuola di musica frequentata da Emanuela Orlandi prima della scomparsa e, negli anni precedenti, cappellano del carcere, sia di Regina Coeli che di Rebibbia. 

Proprio durante questa esperienza, sembra che possa aver conosciuto alcune delle personalità criminali più famose della Capitale fra cui Enrico De Pedis, detto Renatino, fra i più noti boss della Banda della Magliana che fu sepolto proprio nella basilica di Sant'Apollinare, come scoperto nel 2012: un trattamento, quello della sepoltura, ufficialmente riservato a papi e cardinali, come ricordato all'epoca da Pietro Orlandi.

Cosa c'entra don Vergari con il caso Orlandi: dai rapporti con De Pedis alle indagini

Don Vergari è stato rettore della basilica di Sant'Apollinare, a due passi dal Senato e da piazza Navona, fino al 1991, incaricato dal cardinale Poletti, altro nome piuttosto ricorrente nella questione che riguarda il caso di scomparsa di Emanuela Orlandi, come anche quello del cardinal Camillo Ruini, morto nello scorso mese di giugno. Nel suo periodo di permanenza nella basilica Emanuela Orlandi frequentava la scuola di musica vicina, è avvenuta la sua scomparsa ed è morto Enrico De Pedis. La basilica era stata scelta dalla vedova di De Pedis anche per le sue nozze e per le messe domenicali perché, secondo quanto racconta la donna, "era l'unica a Roma coi canti gregoriani".

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A sinistra Emanuela Orlandi e a destra il cardinal Ruini.

Fin dagli anni Ottanta, però, potrebbero esserci state delle ombre proprio intorno alla basilica. Già prima della scomparsa di Emanuela Orlandi la preside della scuola di musica Lodovico da Victoria, suor Dolores, invitava le ragazzine che la frequentavano a non avvicinarsi alla basilica perché non avrebbe avuto piacere nel vederle insieme al monsignore.

Don Vergari e De Pedis: il sequestro Orlandi

Don Vergari è sempre stato descritto come una persona pragmatica e abile. Rivestendo il ruolo di cappellano delle carceri a Roma era entrato in contatto con esponenti di spicco della criminalità romana. Fra loro proprio De Pedis, che dopo essere stato ucciso per un regolamento di conti nel 1990, è stato sepolto tra cardinali nella cripta di Sant'Apollinare. Ma perché De Pedis avrebbe goduto della possibilità di essere sepolto nella basilica? Quali favori avrebbe dovuto restituire la Chiesa a De Pedis?

Difficile trovare risposta o avere la certezza che siano queste le domande giuste da porsi. Secondo quanto riferito da Sabrina Minardi in Procura a Roma De Pedis, e per suo conto alcuni componenti della Banda della Magliana fra cui Angelo Cassani, detto Ciletto e a Gianfranco Cerboni, detto Gigetto, avrebbero sequestrato Emanuela Orlandi su richiesta di alcune personalità del Vaticano, in particolare il cardinal Paul Marcinkus. Secondo il suo racconto, dopo il sequestro da parte del gruppo la quindicenne sarebbe stata trasferita

Dalla telefonata a "Chi l'ha visto?" alle ultime parole in commissione d'inchiesta

Ad aprire gli interrogativi sul caso, una telefonata arrivata durante la trasmissione "Chi l'ha visto?" che aveva messo gli inquirenti sulla pista di Sant'Apollinare nel 2005. "Se volete sapere di più su Emanuela Orlandi guardate nella tomba di De Pedis". Giorni dopo è stata scoperta la sua sepoltura, ma su Emanuela Orlandi non è emersa alcuna novità.

Nonostante questo, nel 2025 don Vergari è stato convocato in commissione bicamerale d'inchiesta sui casi di scomparsa di Mirella Gregori ed Emanuela Orlandi per quanto riguarda la vicenda della quindicenne che viveva in Vaticano. "Non conoscevo Emanuela Orlandi. De Pedis? Era un uomo buono", aveva dichiarato, con un filo di voce, dopo essere arrivato in sedia a rotelle. Le sue condizioni avevano scatenato una discussione forte: per il senatore Maurizio Gasparri chiamarlo è stato "accanimento terapeutico".

Nella stessa seduta, incalzato dalla commissione sulla possibilità che fosse attendibile un collegamento fra la figura di De Pedis e la scomparsa di Emanuela Orlandi, ha risposto che "poteva essere vero".Non sappiamo cosa lo spinse a dire questo. Ciò che è certo è che, ancora una volta, con la morte di Don Vergari non perdiamo soltanto una vita, ma anche un'ulteriore possibilità per raggiungere la verità.

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