Attentato a Sigfrido Ranucci, il Tribunale respinge il ricorso contro Rai: non può rientrare a Report
Non verrà reintegrato a Report Sigfrido Ranucci, il Tribunale del Lavoro ha respinto il ricorso del giornalista contro Rai. Il conduttore è stato rimosso dalla trasmissione televisiva ad agosto scorso a seguito delle indagini in corso sulla vicenda che lo vede coinvolto per l'attentato dinamitardo davanti alla sua abitazione di Campo Ascolano a Pomezia a ottobre del 2025. Ad annunciarlo anche il Tg1 sul profilo X.
Le motivazioni: "Malessere dei giornalisti in Report"
Nelle motivazioni della giudice del lavoro del Tribunale di Roma Donatella Casari in merito al respingimento del ricorso avanzato da Ranucci c'è la decisione della Rai "di procedere a una riorganizzazione della redazione, con avvicendamento autorale e di conduzione, appare, a un esame sommario e per i rilievi svolti, sganciata dalla parallela vicenda disciplinare e adottata quale mezzo di risoluzione della situazione di tensione interna creatasi tra i membri della redazione e, come tale, strumento di tutela del sereno operare di questa nel rispetto della normativa di legge" si legge nel documento che Fanpage.it ha letto.
Le vicende legate al caso dell'attentato che man mano emergevano dagli articoli di giornale e il clamore che queste suscitavano sugli organi di stampa, continua la giudice "avevano creato nell'ambito della redazione un clima di tensione, che incideva sul proficuo operare della stessa, tanto che diversi redattori avevano sentito la necessità di manifestare tale disagio non solo al responsabile del programma dottor Ranucci ma anche, per saltum, al superiore gerarchico di quest'ultimo".
Gli avvocati di Ranucci: "Valuteremo le iniziative da assumere"
Sulla decisione della giudice del lavoro sono intervenuti gli avvicati di Ranucci Franco Focareta, Franco Scarpelli, Stefano Rossi e Roberto De Vita: "Prendiamo atto della decisione del Tribunale di Roma, che rispettiamo, ma che non condividiamo. La decisione cautelare non esaurisce una vicenda che pone questioni centrali sul rapporto tra potere organizzativo, autonomia professionale e libertà dell'informazione nel servizio pubblico. Valuteremo il provvedimento e le ulteriori iniziative da assumere nelle sedi competenti. Le decisioni dei giudici si rispettano. Le battaglie di principio, quando si ritengono giuste, si continuano".