Apre un hotel di lusso nell’ex sede del Pci: 500 euro a notte per dormire nell’ufficio di Berlinguer

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La storica sede del Partito Comunista Italiano in via delle Botteghe Oscure, a Roma, è diventata un hotel a cinque stelle con 69 camere e suite: una notte può costare oltre 500 euro. Il palazzo, che ospitò Togliatti e Berlinguer, era stato venduto nel 2003 per ripianare i debiti degli eredi del PCI.

La folla si accalca, riempie via delle Botteghe Oscure, agita striscioni e bandiere rosse; stanno aspettando Enrico Berlinguer. Quando si affaccia dal balcone per parlare al suo popolo si scatena l'euforia generale: "Un italiano su tre vota comunista". Alle politiche di quell'anno, il 1976, il suo partito ha preso il 34%.

La sede del PCI è un luogo simbolico, in cui si respira la storia del dopoguerra: per mezzo secolo ha ospitato i vertici del partito comunista più importante dell'Europa occidentale. Ora però diventerà un hotel di lusso: il Thompson Rome, inaugurato il 27 ottobre, ha 69 camere e suite, con prezzi che partono da 500 euro a notte. La sala in cui si riuniva la direzione nazionale è stata adibita a ristorante.

La storia di Botteghe Oscure, dalla sede del PCI all'abbandono nel 2000

Il palazzo al civico 4 di via delle Botteghe Oscure, nel centro di Roma, fu acquistato dal Partito Comunista Italiano nel 1946, su iniziativa del suo segretario Palmiro Togliatti, che lo pagò trenta milioni di lire. Da allora divenne il quartier generale dei dirigenti comunisti e uno dei luoghi più importanti per la politica italiana. Soprannominato "Bottegone", l'edificio ospitava gli uffici dei segretari del PCI e le riunioni della direzione nazionale. Dal suo balcone, nel giugno 1976, Enrico Berlinguer salutò i sostenitori dopo le elezioni politiche, nelle quali il PCI aveva ottenuto il 34,4% dei voti (il suo massimo storico alle parlamentari).

Dopo la morte di Berlinguer, al piano terra del palazzo fu allestita la camera ardente, dove migliaia di persone si recarono per rendergli omaggio. Tra loro c'era anche Giorgio Almirante, segretario del Movimento Sociale Italiano, il partito che nel dopoguerra aveva raccolto l'eredità del fascismo. Nel 1991 il Partito Comunista si sciolse e nacque il Partito Democratico della Sinistra (PDS), che continuò a utilizzare il palazzo. La sede rimase poi ai Democratici di Sinistra (DS), sigla fondata nel 1998, fino al 2000, quando decise di trasferirsi altrove, anche per ridurre i costi.

Chi ha acquistato l'ex sede del PCI e com'è diventata un hotel di lusso

La vendita del palazzo rientrava in un'operazione più ampia per ridurre i debiti dei Democratici di Sinistra, che avevano ereditato anche il patrimonio immobiliare del vecchio PCI. Nel dicembre 2003 la società Tosimmobiliare Trading, inquadrata nel gruppo Tosinvest della famiglia Angelucci, acquistò l'edificio insieme ad altri 36 immobili, per un totale di 81 milioni di euro. La famiglia Angelucci, attiva soprattutto nella sanità privata, controlla i quotidiani Libero, Il Tempo e Il Giornale. Negli anni successivi all'uscita dei DS, il palazzo ha ospitato diversi uffici, tra cui quelli della società di consulenza Ernst & Young e dell'Associazione bancaria italiana.

Nel 2022 Tosinvest ha annunciato un accordo per trasformare l'edificio in un albergo di lusso, affidandolo in affitto a una società partecipata da AG Group e Rossfin Group, incaricata della ristrutturazione e della gestione alberghiera. Il progetto è diventato realtà il 27 ottobre 2026, con l'apertura del Thompson Rome, primo albergo italiano del marchio Thompson Hotels, appartenente al gruppo statunitense Hyatt.

La struttura occupa circa 8mila metri quadrati e dispone di 69 camere, comprese 19 suite, oltre a ristoranti, bar e una terrazza panoramica. Una notte costa indicativamente 500 euro, mentre la suite più esclusiva – non ancora aperta al pubblico – potrebbe arrivare a 3-4mila euro a notte. Gli ex uffici dei dirigenti comunisti sono stati trasformati in camere e suite, mentre la sala dove si riuniva la direzione del partito è diventata un ristorante.

Il museo mai realizzato e le tracce del passato comunista rimaste nell'albergo

Il deputato del Partito Democratico Gianni Cuperlo ha raccontato al Corriere della Sera che avrebbe preferito trasformare l'edificio in un grande museo multimediale dedicato alla storia della sinistra italiana. Dopo averlo visitato Walter Veltroni, ex segretario dei DS, ha riferito di non aver più riconosciuto gli ambienti nei quali aveva lavorato, compresi gli uffici dei segretari e la vecchia sala della direzione.

Ma alcune tracce del passato comunista sono ancora visibili: nell'albergo sono stati conservati alcuni elementi storici, come la stella dorata a cinque punte incassata nel pavimento dell'ingresso, il busto nero di Antonio Gramsci o la bandiera rossa della Comune di Parigi del 1871.

È stato conservato anche l'ingresso monumentale realizzato dallo scultore italiano Giò Pomodoro, con una grande parete scolpita. Durante la ristrutturazione sono state recuperate alcune delle sue opere, rimaste nascoste per decenni, e restaurata la scala originale in marmo. La storia politica dell'edificio continua ad attirare i turisti: come racconta il Corriere, alcuni clienti hanno già telefonato all'hotel per chiedere di soggiornare negli spazi un tempo occupati da Berlinguer o nella stanza di Palmiro Togliatti e Nilde Iotti. Oggi quelle mura, tra cui hanno lavorato per decenni i protagonisti della storia repubblicana, sono parte dell'offerta di un albergo a cinque stelle.

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