Sessantacinque chilometri orari è la velocità con la quale stava guidando il tassista che ha travolto e ucciso la sedicenne Alice Galli, studentessa del liceo linguistico Vittoria Colonna, in largo dell'Amba Aradam il 20 maggio del 2017. Il Corriere della Sera riporta i risultati della nuova perizia disposta dal giudice delle indagini preliminari nei confronti di Claudio Baiocchi, sul quale, secondo il perito, dovrebbe ricadere l'accusa di omicidio stradale in concorso. Secondo quanto ricostruito in sede d'indagine infatti, la studentessa avrebbe sì attraversato la strada sulle strisce pedonali con semaforo rosso, nei pressi dell'ospedale San Giovanni e della fermata dell'autobus, ma l'esito del sinistro non sarebbe stato mortale se il tassista avesse proceduto a trentacinque chilometri orari anziché sessantacinque. La prossima udienza è fissata per martedì 26 gennaio e sarà l'occasione per discutere la nuova perizia.

Una seconda perizia riapre le indagini

Le indagini sono state riaperte dopo una prima archiviazione della posizione del tassista, tuttavia la famiglia della vittima attraverso gli avvocati ha chiesto che venisse impugnata con una seconda perizia, che vagliasse appunto la velocità con la quale il conducente del taxi stava guidando al momento dell'impatto che ha portato alla morte di Alice. I sospetti infatti sulle sue responsabilità sono ricaduti a seguito dei filmati ripresi dalle immagini riprese dalle telecamere di zona, che hanno immortalato il momento dell'impatto. Così i genitori della sedicenne hanno cercato un consulente che potesse ricalcolarla. Lucio Pinchera, il perito del gip, è lo stesso delle famiglie di Gaia Von Freymann e Camilla Romagnoli, le coetanee di Alice travolte dal Suv guidato da Pietro Genovese a dicembre del 2019 in Corso Francia.