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7 Giugno 2022
15:42

Aggrediscono due autisti Atac e danneggiano autobus: arrestati tre uomini

Sono stati identificati i tre uomini che nella notte dello scorso 29 marzo hanno aggredito due autisti dell’Atac, danneggiando gli autobus su cui viaggiavano.
A cura di Beatrice Tominic
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Sono accusati di rapina, sequestro di persona e interruzione di pubblico servizi: nella notte del 29 marzo scorso sono tre le persone che hanno aggredito e poi sequestrato due autisti dell'Atac dopo essere stati rimproverati per non essersi coperti il volto con le mascherine, ancora obbligatorie sui mezzi pubblici. Adesso i tre responsabili, due uomini romeni di 22 e 19 anni e uno polacco di 31, sono stati arrestati dagli agenti della polizia di Stato del commissariato di Primavalle.

L'aggressione agli autisti Atac

I fatti risalgono allo scorso 29 marzo, quando due autisti di Atac hanno allertato la Polizia denunciando di essere stati aggrediti durante il loro orario di lavoro, mentre stavano guidando l'autobus nella zona di Selva Candida, nel quadrante a nord ovest della capitale.

I tre, come emerso dalle indagini, sarebbero saliti in autobus senza mascherina e, invitati ad indossarla, avrebbero reagito danneggiando la vettura e cercando di dirottare il percorso: prima di scendere, uno di loro avrebbe anche costretto l'autista a consegnargli i soldi che aveva con sé. Uno di loro, salito su un altro autobus, ha anche provato a far partire il mezzo prima del previsto, colpendo l'autista, cercando di azionare l'estintore in dotazione all'autobus, ma senza riuscirci e, una volta sceso, danneggiando l'autobus con il lancio di un sasso.

Le indagini

Nel corso di questi due mesi, le forze dell'ordine hanno continuato ad indagare, coordinate dalla Procura della Repubblica fino a quando sono riuscite ad identificare i tre: il Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Roma, dopo la richiesta avanzata proprio dalla Procura della Repubblica, ha emesso l'Ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliare per due di loro, mentre per il terzo è stata scelta la reclusione in carcere.

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