L'ex bandiera giallorossa Daniele De Rossi ha scelto di dire da sua sul tramonto del progetto dello Stadio della Roma a Tor di Valle. Parlando alla presentazione del corso da Team Manager della Luiss l'ex capitano ha commentato con amarezza la scelta della giunta di Virginia Raggi di rinunciare alle Olimpiadi e il fatto che lo stadio non si farà più, come emerso ieri, per scelta della nuova proprietà. "Sono due episodi che tolgono qualcosa all'Italia e a Roma – ha spiegato -. Avere una manifestazione del genere sarebbe stato motivo di orgoglio. Lo stesso vale per lo stadio. È un peccato grande, io ho assistito a due presentazioni degli stadi a Roma, prima con Sensi e poi con Pallotta, pensavo fosse fatta in entrambi i casi. Alla fine siamo rimasti col plastico. Sarebbe potuta essere la miccia per un cambio di marcia per il calcio italiano"

La notizia della rinuncia da parte della proprietà è stata una doccia fredda per Virginia Raggi. Queste le ragioni messe nero su bianco su un verbale: "Sulla base degli approfondimenti condotti da advisor finanziari, notarili e legali di primario standing, nonché alla luce delle ultime comunicazioni di Roma Capitale, ha verificato che non sussistono più i presupposti per confermare l'interesse all'utilizzo dello stadio da realizzarsi nell'ambito dell'attuale progetto immobiliare relativo all'area di Tor Di Valle, essendo quest'ultimo progetto divenuto di impossibile esecuzione". Inoltre "ha constatato che anche la pandemia ha radicalmente modificato lo scenario economico internazionale, comprese le prospettive finanziarie dell'attuale progetto stadio".

Da parte sua l'amministrazione capitolina ha confermato la realizzazione delle opere di interesse pubblico. "Prendiamo atto della decisione presa autonomamente questa sera dal Cda dell'As Roma in merito al progetto per la realizzazione dello stadio a Tor di Valle, si tratta di una valutazione imprenditoriale", è stata la laconica nota diffusa dal Campidoglio. La giunta Raggi, dopo un aspro scontro interno al Movimento 5 Stelle, aveva dato il via libera allo stadio dopo una radicale revisione del progetto. Poi sono arrivati gli arresti per corruzione con l'immobiliarista Luca Parnasi che avrebbe dovuto costruire lo stadio finito in manette, e una vicenda che si è fatta sempre più intricata tra il sequestro dei terreni e l'iter amministrativo a rilento. A mettere la parola fine è arrivato alla fine il nuovo proprietario dell'As Roma Dan Friedkin, che però per bocca di Paulo Fonseca ha voluto rassicurare i tifosi: "Il presidente ha una grande voglia di fare lo stadio per la città e per i tifosi".