Acca Larentia: il “presente” dei giovani di Fratelli d’Italia, nessun saluto romano e niente sui social

Si sono incontrati a Villa Glori ai Parioli per ricordare con il “presente”, ma senza saluti romani, le vittime della strage di Acca Larentia. Sono i militanti dell’organizzazione giovanile di Fratelli d’Italia che hanno organizzato il rito lontano da sguardi indiscreti.
A cura di Valerio Renzi
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L'appuntamento è all'ingresso di Villa Glori ai Parioli, è qui che si danno appuntamento i ragazzi e le ragazze di Gioventù Nazionale, l'organizzazione giovanile di Fratelli d'Italia, perricordare le vittimedella strage di Acca Larentia. Pochi messaggi sui social, una grafica postata su Instagram poche ore prima, non hanno interesse alla partecipazione della stampa o a attirare l'attenzione. Va benissimo che tutti gli occhi siano puntati sul "presente" con la selva di saluti romani organizzato da CasaPound di fronte alla storica sede del Movimento Sociale Italiano.

Piove e il concentramento va a rilento, dopo un'ora i gruppetti di militanti iniziano a organizzarsi, arrivano le fiaccole e i capi dispongono lentamente e metodicamente due file indiane parallele. Comincia una lenta marcia silenziosa, più lugubre che solenne. Le due file risalgono il colle del Parco della Rimembranza, dedicato ai morti della Prima Guerra Mondiale.

I ragazzi marciano fino a uno spiazzo tra gli alberi. Qui, sempre in fila indiana, uno per uno, spengono le fiaccole in un secchio pieno d'acqua, prendono da un sacco una manciata di terra e la depongono ai piedi di un albero. Terminato il rito si ridispongono in fila indiana e, lentamente, vanno a posizionarsi ben distanziati in fila per dieci.

Una voce stentorea legge un testo del regista teatrale Corrado D'Elia ispirato al Don Chisciotte, che suona in questo contesto come un tassello del mito degli "sconfitti" e delle "vittime del sistema" coltivato dalla destra postfascista. "A tutti gli illusi, a quelli che parlano al vento. Ai pazzi per amore, ai visionari, a coloro che darebbero la vita per realizzare un sogno. Ai reietti, ai respinti, agli esclusi. Ai folli veri o presunti.
Agli uomini di cuore, a coloro che si ostinano a credere nel sentimento puro. A tutti quelli che ancora si commuovono. Un omaggio ai grandi slanci, alle idee e ai sogni. A chi non si arrende mai, a chi viene deriso e giudicato. (..:) Agli sconfitti che sono pronti a risorgere e a combattere di nuovo. A chi dopo aver combattuto e perso per i propri ideali, ancora si sente invincibile".

Un paio di minuti di silenzio solenne. Poi la stessa voce scandisce il rito:

Una voce

"Attenti"

Ancora silenzio.

"Per tutti i caduti"

"Presente"

"Per tutti i caduti"

"Presente"

"Per tutti i caduti"

"Presente"

Ancora silenzio.

"Liberi"

La manifestazione è finita. Questo è l'apprendistato dei futuri dirigenti di Fratelli d'Italia, in questi riti si cementa una comunità politica ma si forma anche una mentalità e un'identità. Il "presente" di Villa Glori, rispetto a quello che si tiene negli stessi minuti a Acca Larentia, è edulcorato dal saluto romano e dal richiamo ai "camerati caduti". Scelta diversa da quella dei reduci missini organizzati dall'area di Fdi che fa riferimento Fabio Rampelli: la mattina il vicepresidente della Camera ha vigilato sul "presente" dei suoi con tanto di saluto romano, rimanendo appena in disparte. Una liturgia discreta, che non viene filmata né pubblicizzata sui social dai partecipanti, che si limitano a postare il corteo con le fiaccole.

Nel rito inscenato da Gioventù Nazionale Franco Bigonzetti, Francesco Ciavatta e Stefano Recchioni, sono "caduti" che vengono iscritti nella storia nazionale assieme a quelli della Prima Guerra Mondiale e del Risorgimento, a cui è dedicato il Parco della Rimembranza. Da fascisti vittime di un agguato a eroi della nazione guidata da Giorgia Meloni.

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