Dopo i numerosi ordini del giorno sul decreto del fare, il Movimento 5 stelle continuerà l'ostruzionismo alla Camera fino a quando il ddl di riforma costituzionale che istituisce il Comitato dei 40 non verrà cancellato dal calendario dei lavori del mese di luglio. Lo ha annunciato mercoledì sera il capogruppo M5S a Montecitorio Riccardo Nuti in una conferenza stampa insieme al vicepresidente della Camera Luigi Di Maio e ai deputati Riccardo Fraccaro e Gianluca Vacca. Prosegue dunque da ieri sera, senza interruzione notturna, la non stop in Aula alla Camera con il sottosegretario De Vincenti chiamato a dare i pareri del governo sui 251 ordini del giorno nel cuore della notte. "Chiediamo da settimane di spostare l'esame della riforma costituzionale a settembre, siamo contrari a questa esternalizzazione della riforma e adotteremo qualunque provvedimento per impedirla" ha annunciato Nuti, aggiungendo "Vogliono farlo a fine luglio sapendo che non si riuscirà a concludere l'esame, in modo tale da poter avere il contingentamento dei tempi ad agosto, non esiste che in piena estate si discuta un ddl così importante"".

"Stiamo vivendo la più grave crisi della legge nella storia della Repubblica" – A chi gli contesta l'irresponsabilità per un simile atteggiamento che impedirà di fatto la discussione in Aula di provvedimenti importanti come la legge sull'omofobia, Nuti ha risposto perentorio: "E' falso, perché basta spostare il ddl costituzionale e la legge comunitaria che non ha nessuna urgenza e si trova il tempo per tutto". "La nostra campagna di ostruzionismo continuerà fino a quando questo ddl non uscirà dal calendario di luglio e di agosto perché modificare parti fondamentali della Costituzione, e il 138 lo è, significa sovversione" ha rincarato la dose Di Maio spiegando "C'è un problema di metodo in tutto quello che sta accadendo in questo periodo. Stiamo vivendo la più grave crisi della legge nella storia della Repubblica". "Il Governo vuole trattare la modifica costituzionale come una legge ordinaria, limitando anche le possibilità emendative. E la fretta di fare tutto prima delle vacanze è dovuta a ragioni non onorevoli: per avere tempi ristretti e minore attenzione dei mass media e dei cittadini" ha chiosato Fraccaro.