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Il ddl Cirinnà sulle unioni civili è approdato ieri alla Camera dei deputati. Salvo intoppi dell'ultima ora – che però sembrano improbabili – la legge dovrebbe vedere il via libera definitivo entro questo giovedì. Il testo è il risultato di un grosso compromesso: durante il passaggio al Senato, il governo ha proposto un maxi emendamento al ddl, che ne ha stralciato la parte sulla stepchild adoption. Il capogruppo del Partito Democratico al Senato Luigi Zanda aveva detto in quel frangente che un apposito decreto sulle adozioni avrebbe avuto una "corsia preferenziale" e sarebbe stato approvato alla Camera e al Senato "entro la fine di questa legislatura".

Come avevamo già scritto qualche tempo fa, il sistema adozioni in Italia non sta benissimo e necessita di una riforma. La questione è oggetto di almeno sei diverse proposte di legge, depositate in Parlamento. Quattro di queste prevedono l'introduzione della possibilità di adottare un bambino anche per le coppie non sposate o formate da persone dello stesso sesso, e sono state depositate in seguito alla discussione in Senato sul ddl Cirinnà. Le proposte sono a prima firma del senatore Pd Luigi Manconi, della deputata dem Michela Marzano, di Marisa Nicchi di Sinistra italiana – Sel e di Pia Locatelli del gruppo Misto. Un testo più vecchio – risalente a febbraio dello scorso anno – sempre a firma di Manconi propone l'allargamento delle adozioni solo alle coppie non unite in matrimonio.

Accanto a queste proposte, ce n'è un'altra, di segno opposto. La firma è dell'onorevole Paola Binetti di Area Popolare, e fa specifico riferimento alla pratica della maternità surrogata, uno dei punti più dibattuti della discussione del Cirinnà in Senato. Proprio la fazione cui appartiene l'onorevole Binetti, infatti, accusava l'istituto della stepchild adoption di fare da apristrada all'utero in affitto. " Il disegno di legge che ho appena presentato fa chiarezza sul rapporto tra diritti dei bambini e responsabilita’ degli adulti. Per questo, mentre respinge l’utero in affitto, chiama in causa il ruolo delle associazioni. Tocca a loro infatti creare il giusto clima di formazione per le famiglie candidate all’adozione, aiutandole nella presa in carico delle eventuali problematicita’ che potrebbero presentarsi nel corso della stessa adozione", ha dichiarato pochi giorni fa la deputata di Ap.

Secondo un'analisi dell'associazione OpenPolis, nel resto d'Europa in dodici paesi su ventotto è prevista un'adozione "diretta" di minori per coppie dello stesso sesso: Irlanda, Austria, Belgio, Danimarca, Francia, Lussembrugo, Malta, Paesi Bassi, Portogallo, Regno Unito, Spagna e Svezia. La stepchild adoption, ossia l'adozione del figlio del partner, invece, è consentita in quattordici paesi: a quei dodici in cui è concessa alle coppie non sposate, escluse l'Irlanda, più Finlandia, Germania e Slovenia.