Chi ha un ricco conto in banca e pensa di fare il furbo, aggiungendo euro a euro, non ne vedrà uno”. Il vicepresidente del Consiglio, Matteo Salvini, si dice certo che non ci sarà spazio per i furbetti che proveranno a intascare il reddito di cittadinanza pur non avendone diritto. Oggi il ministro dell’Interno è andato in visita agli anziani dell’Opera Pia Cardinal Ferrari di Milano, e si è soffermato sul provvedimento tanto caro al suo alleato di governo, misura per cui la legge di Bilancio stanzia 7,1 miliardi di euro. A Salvini è stato chiesto come pensava di impedire ai furbi di usufruire del reddito: secondo il vicepresidente del Consiglio la soluzione è già allo studio. “Stiamo incrociando tutte le banche dati, stiamo incrociando i redditi, ovviamente se uno ha due o tre case, o due o tre macchinoni, non vedrà un centesimo di euro – assicura –. Vogliamo davvero aiutare gli ultimi, i dimenticati, quelli che il lavoro non lo cercano neanche più, a venti o a cinquant'anni”.

I paletti per evitare che ad accedere al reddito siano persone che non ne hanno bisogno e non vivono in stato di povertà erano stati anticipati già ieri da Salvini, quando ha parlato delle restrizioni che si stanno provando a inserire. Inoltre il ministro dell’Interno ha spiegato che nel reddito saranno previste anche misure per i disabili, “sempre dimenticati da tutto e da tutti”. Proprio ieri ha iniziato a circolare l’idea che la Lega voglia cambiare completamente il reddito di cittadinanza, cercando di renderlo una misura non assistenzialista. Anche lo stesso Salvini ha fatto riferimento al modello Lombardia, che comporterebbe “un inserimento vero al lavoro vero. I risultati positivi raggiunti in Lombardia spero possano essere raggiunti in tutta Italia. Stiamo mettendo paletti per evitare i furbetti, questo è quello che mi interessa, che non finiscano soldi nelle tasche di chi fa lavoro nero e frega il prossimo. Se riusciremo a reinserire alcuni dei 5 milioni di italiani che il lavoro non ce l'hanno, vorrà dire che la manovra è giusta”.

Le proposte della Lega per rivoluzionare il reddito

Il capogruppo alla Camera leghista, Riccardo Molinari, ha spiegato ieri l’idea del modello Lombardia a cui si vorrebbe ispirare il Carroccio. Una misura, quella introdotta nel 2015 dall’allora presidente di Regione Roberto Maroni, che tiene insieme vari elementi come bonus bebè, azzeramento del ticket e assegno da 300 euro per l’inserimento lavorativo, valido per sei mesi. A questa proposta se ne affianca un’altra avanzata dal sottosegretario Armando Siri: “Bisognerebbe passare attraverso le imprese per erogare il reddito attraverso un ciclo di formazione. Questo garantirebbe di evitare abusi, si darebbe la possibilità al lavoratore di entrare subito in gioco e all’azienda di assumere chi ritiene idoneo”.

Salvini su innalzamento Ires: "Rimedieremo"

L'Opera pia cardinale Ferrari di Milano rischia di pagare 15 mila euro in più di tasse, per via del raddoppiamento Ires per il Terzo Settore, inserito in manovra. "Rimedieremo", ha detto il ministro degli Interni. "Posso ufficializzare che sono soddisfatto di una manovra che rimette venti miliardi di euro nelle tasche degli italiani e mi piacerebbe che ne parlaste un po' di più. Se c'è qualcosa da migliorare lo faremo".