Il terzo settore è sul piede di guerra. Una norma del maxiemendamento alla manovra, passata al Senato nella notte tra sabato e domenica, raddoppia l'Ires. Sostanzialmente l'aliquota per gli enti non profit e associazioni di volontariato salirà dal 12 al 24 per cento. Praticamente verranno equiparate ad aziende normali. Una mannaia per enti grandi come la Croce Rossa o strutture come il Cottolengo, per le quali fino ad ora erano garantite agevolazioni Ires, così come per "enti non commerciali, istituti di assistenza, sociale, fondazioni, enti ospedalieri e istituti d'istruzione senza scopo di lucro".

Il terzo settore, che comprende anche piccole realtà che vivono grazie al 5 per mille, non riuscirà a offrire quei servizi che in molti casi agiscono dove lo Stato non riesce ad arrivare. Le tasse ora rischiano di stritolarle. Il taglio delle risorse imposto dal governo giallo-verde è la conseguenza diretta delle indicazioni sul rapporto deficit Pil richieste dall'Europa per approvare la legge di bilancio italiana. Il governo Conte ha scelto di dare la precedenza alle misure cardine della manovra, cioè reddito di cittadinanza e quota 100: in questo modo si è cercato di trovare le coperture necessarie per mantenere quelle promesse. Ma non sono solo le associazioni non profit a soffrire: piangono anche le fondazioni culturali e gli Ircss, cioè gli istituti di ricovero e cura a carattere scientifico, come l'Humanitas e lo Ieo (Istituto europeo di oncologia) di Milano. Praticamente saranno costretti a offrire un servizio ridotto, quando non saranno costretti a chiudere i battenti, ben 68.449 associazioni e 6.220 fondazioni, stando all'ultimo censimento Istat del Terzo settore.

"Penalizzare gli enti senza scopo di lucro, che hanno bilanci in pareggio e che non producono né distribuiscono utili, non va contro gli azionisti che non ci sono ma contro gli assistiti. Se la prendono con gli ultimi", tuona Franco Massi, presidente di Uneba nazionale che rappresenta oltre 900 enti in tutta Italia attivi nel settore sociosanitario, assistenziale ed educativo.

"Per il Terzo settore il prezzo complessivo da pagare – in base a una prima stima – solo per il primo anno sarà di 118 milioni di euro" ha detto la Portavoce del Forum nazionale del Terzo settore Claudia Fiaschi. Soldi che le associazioni dovranno versare allo Stato.

C'è poi la questione degli immobili. Rodolfo Masto, presidente dell’Istituto dei ciechi e dell’Unione Italiana Ciechi di Milano, ha spiegato che "Gli enti storici in generale ricevevano e ricevono tuttora lasciti, come per esempio appartamenti e case. Immobili che, attraverso i proventi della locazione, concorrono a finanziare le attività sociali degli enti. Con la tassazione avremo un aggravio fiscale. E pensare che al posto di un aggravio il settore si aspettava la detassazione delle donazioni, che in molti Paesi del mondo come gli Usa".

La reazione delle opposizioni

"Raddoppiare l’Ires per le associazioni del Terzo Settore è l’ultima vergogna di questo governo. Una schiaffo a milioni di persone e all’Italia solidale che tutti i giorni creano valore condiviso, comunità, relazioni sociali contro la solitudine e la sofferenza. Salvini e Di Maio si riempiono la bocca ogni minuto della loro vuota propaganda ma queste scelte parlano per loro e definiscono la verità di un governo pericoloso e ingiusto per gli italiani", ha commentato il candidato alla segreteria del Partito democratico Maurizio Martina.

Dura su Twitter anche Mara Carfagna (FI), vicepresidente della Camera: "L'Italia della solidarietà verso il prossimo è l'Italia migliore. Raddoppiare l'Ires sulle associazioni del Terzo Settore significa colpire il volontariato e penalizzare chi ha veramente bisogno: fare la cresta sulla solidarietà. E' l'ennesimo errore commesso da M5s Lega con questa Manovra che toglie a tutti per finanziare misure assistenziali".