Il decreto che stabilirà le regole del reddito di cittadinanza e della quota 100 slitta. Non arriverà prima della metà della prossima settimana. Tra Lega e Movimento 5 Stelle manca ancora l’accordo su alcuni punti. Ma intanto il provvedimento sul reddito di cittadinanza si va ad affinare. E spunta una novità: una norma anti-furbetti. Come spiega Il Sole 24 Ore, i nuclei familiari al cui interno ci sono persone che si sono dimesse dal lavoro negli ultimi 12 mesi, e quindi disoccupati, non riceveranno il reddito di cittadinanza. Una esclusione che non varrà, comunque, per tutti i casi di dimissioni. Verranno ritenute lecite le dimissioni arrivate per giusta causa. Ovvero per inadempimenti del datore di lavoro, come il mancato pagamento dello stipendio, il mancato versamento dei contributi, la richiesta di comportamenti illeciti. Lo stop varrà per un anno, tranne in questi ultimi casi elencati.

La norma anti-furbetti è contenuta nel decreto legge che dovrebbe arrivare dopo la metà della prossima settimana e non più in questi giorni, come inizialmente annunciato. Il motivo lo spiega il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte: “Le ragioni del differimento del reddito di cittadinanza stanno nel fatto che vogliamo fare le cose per bene: non è concessione elettorale ma manifesto di questo governo”. Ma sullo sfondo restano le frizioni sui nodi finanziari tra M5s e Lega e lo scontro sulle pensioni di invalidità: sarebbero poche, secondo i leghisti, le risorse messe a disposizione per questa parte della misura.

Il reddito di cittadinanza è compatibile con la Naspi

Il reddito di cittadinanza sarà compatibile con la Naspi, la Nuova assicurazione sociale per l’impiego, come sottolinea ancora Il Sole 24 Ore. La Naspi è, in sostanza, una indennità di disoccupazione, e insieme ad altri strumenti di sostegno al reddito è compatibile con la misura voluta dai Cinque Stelle, nel caso in cui si rispettino i requisiti economici e patrimoniali. Rimane quindi il limite per un single, con Isee zero e non proprietario di casa, di 780 euro al mese. Il reddito sarà di 18 mesi, prorogabile per altri 18 nel caso in cui non si perdano i requisiti. La Naspi, invece, dura fino a 24 mesi e viene percepita sulla base della precedente retribuzione media mensile. Serve per offrire un sostegno a chi ha perso il lavoro. Ma il rischio sottolineato dal Sole è che i disoccupati Naspi, ritenuti più appetibili per le aziende, non rientrino nei requisiti economici del reddito e non siano quindi impiegabili. Inoltre, la possibilità di cumulare le due misure potrebbe essere anche un disincentivo al lavoro.